CASCIA (Perugia) - Concluso in Umbria il raduno degli arbitri della Can in vista della nuova stagione di Serie A e B. Una squadra compatta tra nuovi arrivi e veterani, con un designatore come Daniele Orsato che preferisce sentirsi chiamare allenatore dall’opinione pubblica. “Siamo pronti per la nuova stagione, abbiamo lavorato tantissimo non solo sotto l’aspetto fisico - ha detto il responsabile della Can - ma soprattutto per migliorare la conoscenza del calcio e dei tempi di gioco, anche per velocizzarlo. Gli arbitri conoscono bene il regolamento, ma questa settimana abbiamo lavorato per capire certe dinamiche che possano permetterci di avere in campo la fiducia e la credibilità da parte di calciatori e allenatori. Ma il senso di responsabilità dei nostri arbitri è fuori discussione. Mi sento orgoglioso di tutti loro, ma sappiamo di dover studiare tanto e capire di calcio e se cresceremo magari riusciremo a fischiare una volta in meno. Vogliamo che l’arbitro venga riportato al centro della partita e utilizzare il Var come supporto eccezionale, limitandone l’intervento ai casi di chiaro ed evidente errore”.  

Orsato come detto si sente “l’allenatore di questi arbitri e alla fine della stagione saró giudicato in base al rendimento degli arbitri - le parole dell’ex internazionale della sezione di Schio -. Il messaggio che deve passare è quello che se l’arbitro sbaglia la colpa è di chi lo ha preparato. Il regolamento è unico per tutti e se qualcuno non lo interpreta nella maniera giusta significa che la partita non è stata preparata nella maniera giusta. Mi piacerebbe tuttavia vedere che quando l’arbitro fa bene ne vengono esaltati i meriti”. Fiducia nei giovani e nei veterani. “La differenza tra i nostri arbitri è solo nell’esperienza, da lì dipende il modo di arbitrare”, spiega Orsato che riguardo alle proteste dice: “Seguiremo le indicazioni di Fifa e Uefa sul rapportarsi in campo degli arbitri soltanto con il capitano”. Inoltre, Orsato ha ribadito la volontà di “comunicare con trasparenza tutto ciò che accade e il punto di riferimento per quanto riguarda il parlare con i media saremo sempre contenti di spiegare quello che succede sul terreno di gioco”.

Presenti alla conferenza stampa del raduno anche il vicepresidente vicario dell’Aia, Francesco Massini, il vicepresidente Michele Affinito e il nuovo direttore tecnico Domenico Messina. Al raduno hanno preso parte 137 arbitri, presenti anche due donne, ovvero Maria Sole Ferrieri Caputi e l’assistente neopromossa Giulia Tempestilli. In conferenza stampa anche Messina. “Non valuteremo errori tecnici - ha detto il dt dei direttori di gara - ma non ammetteremo che possano esserci da parte dei nostri arbitri delle mancanze sotto l’aspetto etico e se qualcuno sbaglierà ne pagherà sotto la propria responsabilità. Non verrà introdotto alcun nuovo protocollo di comportamento, non c’é la necessità perché esiste già. Del resto tutti gli arbitri sanno che devono avere un comportamento e un’etica consoni al ruolo svolto sin dal momento in cui si è entrati nell’Aia. Saremo tolleranti nel cercare di capire da dove possa derivare un errore tecnico in campo perché l’arbitro sbaglia come tutti, però sotto l’aspetto dell’etica, del comportamento, della chiarezza e della trasparenza, ci sarà tolleranza zero per chiunque”. È stato confermato che a Gianluca Rocchi l’Aia ha revocato la sospensione cautelare dopo l’archiviazione della Procura della Repubblica: “L’Aia non lascia indietro nessuno, ora vedremo cosa fare”, ha spiegato Massini.