ROMA – L’asse creato tra Italia e Danimarca vuole rilanciare il pressing sull’Unione Europea allo scopo di accelerare l’attuazione del Patto sulla migrazione e l’asilo, e rafforzare le politiche di rimpatrio.
Con questo obiettivo Giorgia Meloni e Mette Frederiksen hanno diffuso un messaggio congiunto nel quale hanno ribadito il loro ‘no’ a una “immigrazione incontrollata” e chiesto una risposta europea più incisiva dopo la crisi di Ceuta.
Le due leader insistono soprattutto sulla creazione di centri di rimpatrio nei Paesi terzi, una linea sostenuta da tempo sia da Roma sia da Copenaghen e che ora incassa anche l’appoggio del Partito popolare europeo. Il leader del Ppe Manfred Weber ha chiesto a Bruxelles una roadmap vincolante per rendere operativi gli hub.
Nel documento, Meloni e Frederiksen legano la gestione dei flussi non soltanto alla sicurezza, ma anche alla tutela dell’identità europea.
Rivendicano il valore del “patrimonio culturale cristiano”, sottolineando che il rispetto delle leggi deve andare di pari passo con quello dei valori europei, per chi entra irregolarmente, ma anche per i milioni di cittadini stranieri che vivono legalmente nell’Unione.
Vengono poi evidenziate le conseguenze che, a giudizio di Meloni e Frederiksen deriverebbero da flussi non controllati, come la maggiore pressione sui servizi pubblici, l’aumento dell’insicurezza e la perdita di fiducia da parte dei cittadini.
Particolare attenzione viene riservata ai casi di migranti senza diritto di permanenza coinvolti in reati violenti, traffico di droga o violenze sessuali.
Sul fondo resta la contrapposizione con il modello spagnolo di gestione dell’immigrazione, fortemente criticato dal centrodestra italiano. Il tema tornerà al centro del Consiglio europeo di ottobre, quando Meloni e Frederiksen guideranno nuovamente il gruppo di Paesi favorevoli a una linea più rigorosa sui flussi.
Dopo la crisi di Ceuta, la loro iniziativa aveva raccolto l’adesione di 22 governi europei.
Antonio Tajani sostiene l’impostazione della presidente del Consiglio, affermando la necessità di “difendere insieme le nostre frontiere esterne” e chiedendo, contemporaneamente, di rafforzare Frontex con più uomini, mezzi e poteri.
Le opposizioni italiane accusano il governo di usare l’immigrazione come tema di distrazione politica.
Nicola Fratoianni ha invitato Meloni a concentrarsi sui “problemi veri degli italiani”, mentre Matteo Ricci avverte che il sovranismo può trasformarsi in un boomerang se ogni Paese finisce per agire esclusivamente nel proprio interesse.