KIEV – Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha accusato Mosca di aver utilizzato missili balistici nordcoreani nell’attacco contro Zaporizhzhia, nel sud dell’Ucraina, dove sei persone sono rimaste uccise e altre 19 ferite. Zelensky ha definito il bombardamento “un attacco brutale, calcolato per infliggere il massimo danno”, sostenendo che la Russia abbia impiegato missili ipersonici Zircon, bombe guidate e vettori di fabbricazione nordcoreana, sebbene non abbia fornito prove indipendenti a riguardo.
Kiev aveva già denunciato nei giorni scorsi un rafforzamento della cooperazione militare tra Mosca e Pyongyang, sostenendo che la Corea del Nord avrebbe trasferito missili in Russia e si starebbe preparando a inviare tra i 30.000 e i 50.000 soldati.
Secondo il leader ucraino, il coinvolgimento nordcoreano permetterebbe a Pyongyang di acquisire esperienza diretta di guerra, aumentando i rischi anche per altri Paesi dell’Asia-Pacifico.
Kiev ha quindi chiesto alla Corea del Sud di rafforzare la cooperazione militare, in particolare attraverso sistemi di difesa aerea, ma Seul ha escluso, almeno per ora, la fornitura di armi letali.
Un alto funzionario del ministero degli Esteri sudcoreano ha però assicurato che il governo continuerà a sostenere l’Ucraina attraverso aiuti umanitari, infrastrutture, energia, sanità e istruzione.
Mosca, da parte sua, ha confermato di aver colpito nella notte obiettivi a Kiev e Zaporizhzhia, sostenendo però che si trattasse di infrastrutture militari e logistiche.
Anche l’Ucraina ha intensificato gli attacchi in territorio russo. Kiev ha rivendicato un raid contro una raffineria nella regione di Orenburg, un impianto con una capacità produttiva di circa sei milioni di tonnellate di petrolio l’anno.
Un altro incendio è stato segnalato in una raffineria nell’Estremo Oriente russo, a Komsomolsk sull’Amur, anche se le cause non sono state chiarite. Droni ucraini hanno inoltre colpito la regione di Voronezh, e altri attacchi sono stati segnalati a Novorossiysk, importante porto militare sul Mar Nero, e nella Crimea occupata.
Le autorità russe hanno riferito che frammenti di droni hanno danneggiato diversi edifici residenziali e commerciali a Novorossiysk.
La città ospita una base navale strategica, diventata ancora più importante dopo che Mosca ha trasferito parte della propria flotta dalla Crimea in seguito ai ripetuti attacchi ucraini.
Sul fronte interno, Zelensky ha infine sostenuto che il Cremlino si starebbe preparando a una nuova mobilitazione dopo le elezioni parlamentari previste in autunno.
Citando informazioni dell’intelligence ucraina, il Presidente ha affermato che Mosca potrebbe richiamare “diverse centinaia di migliaia” di uomini entro la fine dell’anno e altrettanti nel 2027.
E, proprio in vista delle elezioni, la Corte Suprema russa ha escluso dalla prossima tornata elettorale Yabloko, lo storico partito liberale di opposizione e unica formazione politica registrata ad aver preso apertamente posizione contro la guerra in Ucraina.
La decisione è arrivata dopo il ricorso presentato da Rodina, il partito nazionalista favorevole al Cremlino, che ha sollevato contro Yabloko varie contestazioni che vanno dalle presunte violazioni del diritto d’autore, fino ad accuse di finanziamenti esteri, propaganda LGBT e incitamento all’estremismo.
Yabloko si presentava al voto con una piattaforma esplicitamente pacifista, chiedendo un accordo per il cessate il fuoco, la diplomazia e la pace e mettendo in guardia dal rischio di una guerra nucleare.
Il leader Nikolai Rybakov ha ribadito la volontà di proseguire la battaglia legale per mantenere il partito sulla scheda elettorale.