PARIGI - A seguito delle violente devastazioni e dei disordini che hanno travolto Parigi e diverse città francesi durante le proteste contro il carovita, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha presentato le proprie dimissioni al presidente Emmanuel Macron.
L’Eliseo ha reso noto che il Capo dello Stato ha respinto la richiesta, ammettendo tuttavia la presenza di “carenze nella preparazione e nell’attività di intelligence”. Macron ha quindi sollecitato Nuñez ad agire con massima fermezza e a “dispiegare al più presto sul territorio nuovi metodi d’azione contro i teppisti” per porre fine a barricate e saccheggi, incaricandolo inoltre di garantire piena trasparenza sulle fallanze preventive. Il ministro Nuñez si è subito recato a Marsiglia, dove secondo le autorità circa 30.000 saccheggiatori hanno devastato numerosi esercizi commerciali.
Il bilancio dell’ondata di disordini continua ad aggravarsi. Nella sola capitale si contano 350 persone fermate durante gli scontri di ieri e della notte, che si aggiungono alle quasi 2.400 fermate nel corso dei cortei di protesta che hanno interessato l’intero Paese, da Parigi a Lione, da Lille a Marsiglia. Centinaia di agenti di polizia sono rimasti feriti nel corso degli scontri, mentre sono stati attaccati e in diversi casi distrutti edifici pubblici, negozi e municipi.
In un discorso alla nazione di otto minuti trasmesso dopo le devastazioni, Emmanuel Macron ha condannato duramente la spirale di violenza urbana: “Questa sera proviamo tutti rabbia e vergogna. Vedere le strade delle nostre città devastate in questo modo è insopportabile”. Richiamando episodi specifici come l’incendio del municipio di Limoges e dell’ufficio del turismo di Lione, l’irruzione nel municipio di Marsiglia e l’attacco alla residenza del prefetto a Bordeaux, il Capo dello Stato ha scandito: “Nulla lo giustifica. Nulla lo spiega. Nulla lo scusa. Quando abbiamo visto quelle immagini, ci siamo tutti chiesti: che cosa avevano in testa? Come possono dei francesi fare questo alla Francia?“.
Macron ha espresso la solidarietà della nazione alle forze dell’ordine, ai feriti, ai sindaci e ai commercianti colpiti, assicurando a quanti hanno difeso da soli i propri negozi che “non saranno lasciati soli”. Il premier Sébastien Lecornu presiederà un’unità di crisi per coordinare gli aiuti e mobiliterà i soccorsi nel più breve tempo possibile.
Il presidente ha marcato una netta separazione tra i disordini e le mobilitazioni popolari: “Non dobbiamo mai confondere i manifestanti con coloro che hanno provocato distruzioni, disordini e saccheggi. Diverse centinaia di migliaia di nostri concittadini hanno manifestato avanzando richieste legittime”. Macron ha citato in particolare l’impatto del costo della vita e dei carburanti, attribuendo i rincari alle ripercussioni della guerra nel Golfo Persico, “la Francia non vi ha preso parte, ma ne subiamo le conseguenze”, e annunciando una missione nei Paesi del Golfo per mettere in sicurezza gli approvvigionamenti energetici nazionali.
Sul fronte dell’ordine pubblico, il capo dell’Eliseo ha annunciato possibili restrizioni e il divieto di alcuni raduni: “Saremo intransigenti. L’ascolto e il dialogo non significano né debolezza né impunità. I prefetti prenderanno le decisioni insieme ai sindaci per proteggere le nostre città, gli edifici pubblici e le attività commerciali”. Ha quindi rivolto un monito a partiti, organizzazioni professionali e sindacati affinché condannino “senza ambiguità tutte le violenze e chiedano la calma”, sottolineando che “il Paese ha bisogno di ordine, di distensione e non di un’escalation”.
In vista delle elezioni presidenziali del prossimo aprile, Macron ha rivolto un appello all’unità e al rispetto reciproco: “Dobbiamo unirci. Questo dibattito deve svolgersi nei notiziari, sui giornali e sulle televisioni, in incontri pacifici nei quali le persone si parlano con rispetto, e mai attraverso disordini e rivolte. Il nostro Paese merita delle buone elezioni presidenziali. È davvero importante e richiede uno spirito di responsabilità”.
Per rispondere alle istanze sociali, il primo ministro Lecornu riunirà nei prossimi giorni i partiti politici, avviando parallelamente un tavolo di confronto con sindacati, associazioni imprenditoriali, amministratori locali e rappresentanti degli studenti e degli insegnanti. “Non possiamo chiedere ai nostri giovani di credere nel futuro senza dare loro la possibilità di contribuire a costruire le risposte e di sedersi al tavolo”, ha concluso Macron.