PARIGI – Il leader di La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, ha annunciato ieri sera su TF1, come prevedibile, la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2027, dopo che questa era stata approvata in giornata dai funzionari eletti del partito.

“Siamo pronti. C’è una squadra, un programma e un solo candidato”, ha dichiarato, indicando di essere “il più preparato” all’interno del partito di sinistra La France Insoumise “ad affrontare la situazione che si prospetta” e sottolineando la sua esperienza di fronte alla “minaccia di una guerra generalizzata”.

Mélenchon ha dichiarato che il Rassemblement National (RN), partito di estrema destra, è il suo “principale avversario”, affermando al contempo di essere in grado di sconfiggerlo “senza problemi”. “Sono il principale avversario perché sembra che vinceranno. Onestamente, non ci credo. Non so nemmeno se arriveranno al secondo turno… Penso che li batteremo sonoramente”, ha dichiarato su TF1.

Si tratta della quarta candidatura presidenziale di Jean-Luc Mélenchon: si era già presentato nel 2012, nel 2017 e nel 2022, quando arrivò terzo dietro la leader dell’estrema destra Marine Le Pen e il presidente francese Emmanuel Macron, entrambi approdati al secondo turno.

Mélenchon ha aumentato il proprio consenso a ogni tornata elettorale.

Nel 2012 si era fermato all’11%, mentre alle ultime elezioni è arrivato vicino a conquistare l’accesso al ballottaggio: ha ottenuto il 22% dei voti, a soli 1,2 punti percentuali da Le Pen.

La France Insoumise (LFI), il partito di Mélenchon, è stata una delle voci più critiche nei confronti di Israele e della sua guerra a Gaza, da lui definita genocida.

Mélenchon ha descritto l’offensiva come un genocidio e ha chiesto la sospensione dell’accordo di associazione tra l’Unione europea e Israele.

Con Macron impossibilitato a ricandidarsi a causa del limite dei mandati e Le Pen alle prese con un possibile divieto di partecipare alla vita politica – che sta contestando in tribunale – la corsa del 2027 si presenta apertissima.

Le elezioni si terranno ad aprile e, se nessun candidato otterrà la maggioranza al primo turno, il ballottaggio si svolgerà due settimane dopo.

Nessun partito politico è riuscito a ottenere la maggioranza alle elezioni politiche del 2024, lasciando qualsiasi governo esposto al rischio di mozioni di sfiducia nel caso in cui le forze di opposizione si uniscano contro di esso. L’instabilità risultante ha portato la Francia ad avere diversi governi e primi ministri negli ultimi due anni.