PARIGI - La morsa navale europea contro la flotta fantasma russa si stringe nell’Oceano Atlantico, aprendo un nuovo fronte di scontro diretto tra Parigi e Mosca. La Marina nazionale francese ha intercettato una nuova petroliera proveniente dalla Russia e soggetta a sanzioni internazionali: la Tagor.
A dare l’annuncio è stato lo stesso presidente francese Emmanuel Macron con un messaggio su X, corredato dalle immagini del blitz. Il capo dell’Eliseo ha spiegato che l’operazione è stata condotta in alto mare, in acque internazionali, grazie al supporto strategico di diversi partner alleati, tra cui il Regno Unito, e nel rigoroso rispetto del diritto del mare.
Si tratta della quarta intercettazione di questo tipo effettuata dalle forze navali francesi, a testimonianza di una strategia di contrasto che Macron ha definito costante e totale. Per la presidenza francese è inaccettabile che queste imbarcazioni eludano i blocchi internazionali e violino le norme della navigazione per finanziare la guerra che la Russia conduce contro l’Ucraina da oltre quattro anni, trasformandosi al contempo in una grave minaccia ecologica per l’ambiente e per la sicurezza marittima collettiva.
La reazione del Cremlino non si è fatta attendere ed è improntata alla massima durezza. Il portavoce Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Tass, ha condannato fermamente l’azione della Marina francese, definendola del tutto illegale e paragonandola esplicitamente a un atto di pirateria internazionale.
Peskov ha poi aggiunto che Mosca sta già adottando tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza dei propri carichi energetici e tutelare i propri interessi commerciali sulle rotte globali.
I dettagli operativi emersi nelle ore successive al blitz confermano però che l’abbordaggio è stato ad alta tensione. L’ufficio del procuratore della città portuale di Brest ha spiegato che il comando militare ha dovuto fare ricorso alla forza, perché il capitano russo della petroliera si è rifiutato di obbedire agli ordini impartiti dalle unità francesi. Davanti all’ostruzionismo dell’equipaggio, l’assunzione del controllo forzato della nave si è rivelata l’unica opzione possibile per i militari.
La magistratura francese ha inoltre precisato che è già stata avviata un’indagine penale formale nei confronti dei responsabili della Tagor: le accuse sul tavolo dei magistrati vanno dal rifiuto di obbedire all’autorità marittima fino all’assenza di una bandiera valida e alla mancata prova della nazionalità della nave, espedienti tipici utilizzati da Mosca per nascondere le rotte del greggio sanzionato.