ROMA - Giorgia Meloni chiude il G7 rivendicando il lavoro fatto dai leader su crisi internazionali e sicurezza delle rotte commerciali. 

“Si sono appena chiusi i lavori di un vertice molto importante, dei cui risultati sono soddisfatta – ha detto la presidente del Consiglio in conferenza stampa al termine del summit –. Abbiamo lavorato bene insieme, con una convergenza che non era scontata: credo debba essere una ottima notizia per tutti”. 

Uno dei temi centrali è stato lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il traffico energetico e commerciale mondiale. Meloni ha confermato la disponibilità dell’Italia a partecipare a iniziative per garantire la sicurezza della navigazione, “ferme restando le necessarie autorizzazioni”. 

La premier ha spiegato che la cornice operativa non è ancora definita. “Non sappiamo se sarà necessaria domani l’autorizzazione del Parlamento per una missione a Hormuz”, ha detto, spiegando: “Ci sono sessanta giorni di tempo, quello che più o meno si è discusso è di vedere come va in questi sessanta giorni e valutare in corsa se e quando partire”. 

L’autorizzazione al Parlamento si richiederà quando la missione “sarà qualcosa di realistico”, ma Meloni ha assicurato che il passaggio alle camere avverrà “in tempo perché possa esserci un dibattito adeguato”. In ogni caso, ha precisato, “è un po’ presto per dire se nei prossimi giorni” perché “la cornice non è definita”. 

Durante la conferenza stampa, la presidente del Consiglio è tornata anche sul rapporto con Donald Trump, dopo gli scambi avuti a margine del vertice. “Le direi che ho trovato il rapporto immutato”, ha spiegato, escludendo quindi che ci siano state recriminazioni o chiarimenti formali. 

“Abbiamo un carattere abbastanza forte, siamo entrambi leader che difendono con determinazione l’interesse nazionale, non c’è bisogno che ci chiariamo quando non siamo d’accordo su qualcosa”, ha dichiarato Meloni.