MELBOURNE - La paura di restare senza carburante al distributore si sta allontanando e la benzina è tornata sotto i 2 dollari al litro, ma la crisi petrolifera non è terminata.
Il blocco dello Stretto di Hormuz continua a pesare sui mercati energetici e, secondo alcuni economisti, il gasolio potrebbe superare i 4 dollari al litro nei prossimi mesi.
Lo scenario è stato elaborato dagli analisti di National Australia Bank sulla base di ipotesi più severe rispetto a quelle usate dalla Reserve Bank of Australia (RBA). Secondo Vivek Dhar, analista delle materie prime di Commonwealth Bank, circa il 9,5 per cento della domanda globale di petrolio resta interrotta, mentre diversi Paesi stanno attingendo alle proprie scorte, un intervento emergenziale che finora ha contribuito a contenere i prezzi.
Le nuove previsioni della RBA indicano già un quadro difficile per inflazione e crescita, pur assumendo un calo del prezzo del petrolio benchmark dagli attuali 110 dollari americani al barile a 82 dollari entro fine anno. Ma anche lo scenario più negativo della Banca centrale australiana appare meno cupo rispetto alle ipotesi severe prodotte dalla European Central Bank (ECB).
Usando il modello della ECB, con il 60 per cento del petrolio in transito nello Stretto di Hormuz bloccato e il prezzo del greggio a 145 dollari al barile nel secondo trimestre, gli analisti NAB Vince Carse e Jessie Cameron stimano che il prezzo all’ingrosso del gasoliol in Australia possa salire oltre i 4 dollari al litro.
Oggi il terminal gate price del gasolio a Sydney è intorno a 2,25 dollari al litro, circa 20 centesimi sotto il prezzo al dettaglio. Durante l’attuale crisi, il picco era rimasto sotto i 3,30 dollari a inizio aprile. Un nuovo balzo avrebbe effetti pesanti su agricoltura, trasporti e settore minerario, dove il gasolio è un costo centrale.
L’economista capo di NAB Taylor Nugent ha chiarito che non si tratta dello scenario di base, ma di un rischio reale. Un aumento di questa portata, ha detto, sarebbe molto difficile da assorbire per le imprese e potrebbe spingere l’inflazione oltre il picco del 5,2 per cento ipotizzato dalla RBA nel suo scenario avverso.
Dopo il rialzo dei tassi d’interesse al 4,35 per cento, gli economisti restano divisi. NAB e Westpac prevedono un altro aumento a giugno, mentre Commonwealth Bank e ANZ puntano su una pausa. Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha promesso una finanziaria “responsabile”, ma la RBA avverte: nuovi aiuti pubblici generalizzati rischiano di alimentare la domanda.