BUENOS AIRES – A quattro anni dall’omicidio di Federico Martín Aramburú a Parigi e alla vigilia dell’inizio del processo in Francia, il rugby argentino è tornato a chiedere giustizia per l’ex giocatore dei Pumas e del Club Atlético San Isidro (Casi).
Sabato 5 settembre, il messaggio “Giustizia per Fede” è comparso sui sette campi dove si disputavano le partite del torneo dell’Unione del Rugby di Buenos Aires. Uno striscione nero è stato mostrato prima degli incontri e la stessa scritta è stata sostenuta dalle 14 squadre impegnate nella giornata.
L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione sul caso, proprio mentre si avvicina un passaggio decisivo sul piano giudiziario.
“Non si è trattato di un omaggio a Fede. Si è trattato di una richiesta di giustizia”, ha spiegato Oscar “Junior” Murgier, amico di Aramburú, compagno di tante avventure nel rugby e oggi allenatore del Casi.
Aramburú, 42 anni, fu ucciso nel marzo 2022 nelle strade del quartiere parigino di Saint-Germain-des-Prés. A distanza di quattro anni e mezzo dall’omicidio, i responsabili non sono ancora stati condannati. Il processo che inizia lunedì in Francia dovrà stabilire le responsabilità per la morte dell’ex Puma e determinare le eventuali pene.
“Vogliamo che, quando tutto sarà finito, sia stata fatta giustizia, per non dover più parlare della vicenda e poterci finalmente occupare del Fede amico, del Fede giocatore di rugby, del Fede del Casi”, ha detto Murgier.
La richiesta è che venga fatta giustizia. “Vogliamo che i responsabili paghino. Ovviamente, niente e nessuno ci restituirà Fede, ma almeno ci sia giustizia e lui possa riposare in pace”, ha aggiunto Murgier.
Tra gli imputati principali ci sono Loïk Le Priol, 32 anni, ex militare della Marina francese ed ex esponente del gruppo di estrema destra Gud, accusato dell’omicidio di Aramburú, e Romain Bouvier, 35 anni, anche lui legato al Gud e accusato di tentato omicidio.
Secondo l’accusa, entrambi parteciparono all’aggressione e usarono le armi durante l’inseguimento di Aramburú e del suo amico Shaun Hegarty. Le Priol ha ammesso di aver sparato i colpi mortali, sostenendo però di aver agito per legittima difesa.
A processo ci sono anche Lyson Rochemir, ex compagna di Le Priol, accusata di complicità nel tentato omicidio e di aver guidato il veicolo utilizzato quella notte, e Antony Sorrentino, accusato di aver contribuito a occultare le prove per proteggere uno degli autori della sparatoria. Le Priol e Bouvier rischiano l’ergastolo in caso di condanna.
La mobilitazione sui campi di Buenos Aires ha così trasformato la prima giornata del torneo in un messaggio collettivo. Sette campi, 14 squadre e un’unica richiesta: che l’omicidio di Aramburú non venga dimenticato e che il processo in Francia porti finalmente a fare luce sulle responsabilità.