MELBOURNE – Pauline Hanson ha accusato il primo ministro Anthony Albanese di avere contribuito ad alimentare un clima di violenza politica nei suoi confronti dopo aver definito One Nation “pericoloso, divisivo e disonesto” durante la conferenza del Partito laburista del Queensland.
Albanese aveva usato il suo intervento di ieri per presentare il partito di Hanson come una minaccia alla democrazia australiana, sostenendo che One Nation sarebbe disposto a “dire qualsiasi cosa e fare qualsiasi cosa” pur di conquistare voti.
“Piegano i fatti, diffondono disinformazione e mettono australiani contro australiani”, aveva dichiarato il primo ministro, aggiungendo che il partito “deve essere sconfitto”.
Oggi, in visita nel Victoria, Hanson ha reagito sostenendo che un capo di governo dovrebbe misurare con maggiore attenzione il proprio linguaggio.
“Non ha mai definito nessun altro pericoloso e molte persone ne hanno paura”, ha dichiarato ai giornalisti.
La senatrice ha aggiunto di avere ricevuto numerose minacce di morte e ha accusato Albanese di contribuire a esasperare il clima politico.
“Un primo ministro dovrebbe saperlo meglio di chiunque altro”, ha affermato.
Lo scontro si sviluppa in una fase di robusta crescita elettorale per One Nation.
L’ultimo sondaggio Newspoll, pubblicato ieri sera, attribuisce al partito il 30 per cento delle prime preferenze, davanti al Partito laburista al 29 per cento.
La Coalizione resta al 19 per cento, mentre i Verdi sono scesi al 13.
Il risultato viene pubblicato inoltre dopo la vittoria di One Nation nell’elezione suppletiva di Secret Harbour, nel Western Australia, dove il partito ha conquistato per la prima volta un seggio nella Camera bassa dello Stato sottraendolo al Partito laburista.
Secondo Hanson, proprio questi risultati spiegano il tono utilizzato dal governo.
“Sono spaventati perché adesso abbiamo vinto un seggio sicuro del Labor e questo li preoccupa”, ha detto.
Il viceministro Laburista Patrick Gorman ha respinto l’accusa di istigazione alla violenza, ribadendo che il giudizio politico di Albanese riguarda le proposte di One Nation.
“Le loro politiche sono pericolose, populiste e disoneste”, ha dichiarato a News24, sostenendo di poter indicare numerosi esempi di misure che, a suo giudizio, danneggerebbero gli australiani.
Il sondaggio Newspoll mostra comunque un quadro più articolato sul piano della leadership.
Albanese resta nettamente avanti come primo ministro preferito con il 46 per cento, mentre meno di un quarto degli intervistati indica il leader Liberale Angus Taylor.
Hanson ottiene invece il 31 per cento, un dato che conferma la sua crescente centralità nel dibattito politico nazionale.
Il deputato di One Nation Barnaby Joyce ha attribuito la crescita del partito a una forma di “pragmatismo asciutto”, sostenendo che molti elettori sono ormai stanchi di un sistema dominato dai due principali schieramenti.
Secondo Joyce, una parte dell’elettorato cerca un’alternativa capace di rompere quello che percepisce come un “circolo chiuso” tra Partito laburista e Coalizione.
One Nation continua tuttavia a dover gestire le divisioni interne sulla politica migratoria.
Il nuovo deputato David Farley aveva recentemente fornito una lettura diversa dell’obiettivo di ridurre I numeri dell’immigrazione netta a 130mila persone, alimentando indiscrezioni su un possibile allontanamento dal partito.
Joyce ha respinto queste voci, sostenendo che Farley abbia esperienza sufficiente per sostenere il confronto interno e far valere le proprie posizioni.
Il prossimo banco di prova sarà il Victoria, dove si voterà a novembre e dove One Nation punta a trasformare la crescita nei sondaggi e i recenti successi elettorali in nuovi seggi.