CANBERRA – Pauline Hanson conoscerà in giornata l’esito del ricorso contro la sentenza che, nel 2024, la riconobbe responsabile di avere insultato su base razziale la senatrice dei Verdi Mehreen Faruqi.
La leader di One Nation aveva pubblicato il messaggio poco dopo la morte della regina Elisabetta II, invitando Faruqi a “tornarsene in Pakistan” con un’espressione volgare. La Corte federale aveva concluso che quelle parole costituivano una forma di vilipendio razziale.
Nel novembre scorso, la legale di Hanson, Sue Chrysanthou, aveva ammesso che il tono non fosse appropriato, ma aveva sostenuto che il contenuto non avesse intimidito le persone di colore né giustificasse la valutazione espressa in primo grado.
La Full Court della Corte federale dovrà ora stabilire se il messaggio abbia effettivamente violato la normativa australiana contro la discriminazione razziale.
Il verdetto verrà emesso dopo settimane difficili per la senatrice, sottoposta a critiche per le attività svolte durante un viaggio in Europa. Hanson era stata vista in vacanza in Italia con la miliardaria Gina Rinehart, tra le principali finanziatrici del partito.
La leader aveva inoltre incontrato l’attivista britannico anti-immigrazione Tommy Robinson, già condannato in sede penale, e dichiarato durante una conferenza conservatrice che l’Australia sta venendo sommersa dai flussi migratori.
Un sondaggio Roy Morgan pubblicato martedì scorso aveva registrato un calo di oltre cinque punti percentuali per One Nation nell’arco di una settimana, con il voto primario sceso al 22,5 per cento.
La vicenda giudiziaria risale al giorno della morte della sovrana. Faruqi aveva espresso le proprie condoglianze alle persone vicine alla regina, aggiungendo però di non poter piangere la scomparsa della guida di un “impero razzista” costruito sulle vite, le terre e le ricchezze sottratte ai popoli colonizzati.
Hanson aveva replicato dichiarandosi indignata e accusando la collega di avere tratto vantaggio dall’Australia senza apprezzarla. Aveva quindi concluso il messaggio invitandola a fare le valigie e tornare in Pakistan.
Le due senatrici si sono affrontate più volte anche nell’aula parlamentare. Faruqi aveva accusato Hanson di razzismo e islamofobia dopo che la leader di One Nation si era presentata al Senato indossando un burqa, gesto compiuto nuovamente sei giorni dopo l’udienza d’appello.
La decisione di oggi potrebbe avere conseguenze politiche rilevanti per Hanson, proprio mentre il partito cerca di consolidare la crescita registrata nei mesi precedenti.