CANBERRA – Pauline Hanson apre a un accordo con la Coalizione in vista di un possibile governo di minoranza, ma chiarisce subito che il suo partito non accetterà ruoli subordinati né incarichi ministeriali.

La leader di One Nation ha spiegato di essere pronta a garantire “supply and confidence” – cioè sostegno su bilancio e fiducia – per mandare all’opposizione il Partito laburista, a condizione però di ottenere impegni concreti su una serie di punti politici. “Il mio obiettivo principale è mandare a casa questo governo Labor-Greens-Teal”, ha dichiarato.

Hanson ha escluso l’ingresso nel governo per evitare vincoli di disciplina interna. “Non voglio incarichi da ministro, perché nessuno deve dirci come votare o controllare le nostre decisioni”, ha detto, indicando un modello di appoggio esterno negoziato caso per caso.

Tra le richieste principali figurano l’abbandono degli obiettivi sul clima legati al Net zero e all’Accordo di Parigi, una stretta sull’immigrazione, il rilancio della manifattura nazionale e cambiamenti nelle politiche legate all’identità di genere.

Il leader dell’opposizione Angus Taylor non ha chiuso alla possibilità di collaborare con One Nation, riconoscendo che una parte dell’elettorato si sta allontanando dai partiti tradizionali. “Se il voto si disperde, il Partito laburista resta al potere”, ha avvertito, sottolineando la necessità di recuperare fiducia.

Anche Barnaby Joyce, deputato passato a One Nation, ha escluso un’alleanza formale ma ha confermato la disponibilità a sostenere un governo conservatore attraverso un accordo politico. “Non parliamo di coalizione, ma di sostegno basato su impegni precisi”, ha spiegato, indicando tra le priorità la chiusura del Dipartimento del Cambiamento climatico e nuovi investimenti industriali.

Il contesto politico rende queste dichiarazioni di prima importanza. One Nation punta a rafforzare la propria presenza parlamentare, a partire dall’elezione suppletiva di Farrer, dove il candidato David Farley è dato in vantaggio secondo sondaggi interni ai Liberali.

In caso di risultato favorevole e di Parlamento senza maggioranza chiara, il ruolo di One Nation potrebbe diventare decisivo. Hanson ha già tracciato la linea: sostegno sì, ma alle sue condizioni.