CANBERRA – Pauline Hanson si è scusata per alcune dichiarazioni sulle genti indigene d’Australia riemerse da una precedente intervista, ammettendo di avere usato parole che hanno provocato indignazione e riconoscendo di non essere sempre efficace nel modo in cui esprime le proprie posizioni.
La leader di One Nation aveva definito gli aborigeni “primitivi”, chiedendosi “che cosa abbiano fatto in questo Paese per, presumibilmente, 60mila anni”.
Interpellata oggi, Hanson ha riconosciuto di avere spesso difficoltà nella scelta delle parole.
“Mi pento di averlo detto perché non voglio ferire le persone. Non era mia intenzione”, ha affermato, aggiungendo di non ritenersi “la persona più eloquente”.
Hanson ha detto di rispettare “il retroterra culturale e il patrimonio di tutti” e ha insistito sulla necessità di considerare tutti i cittadini innanzitutto australiani.
Ha però mantenuto una parte sostanziale della propria posizione, sostenendo che, al momento dell’insediamento britannico, gli aborigeni fossero “primitivi rispetto ai coloni arrivati dall’Inghilterra”.
La senatrice ha quindi criticato ciò che definisce una continua “vittimizzazione” e ha richiamato il dibattito intorno al libro Dark Emu di Bruce Pascoe.
L’opera sostiene che le società aborigene precoloniali non fossero costituite esclusivamente da cacciatori-raccoglitori, ma praticassero anche forme complesse di agricoltura e costruissero insediamenti permanenti. Le controverse tesi hanno alimentato negli anni un ampio confronto pubblico e accademico.
Hanson ha inoltre ribadito la propria opposizione a politiche quali la Voce al Parlamento e i trattati con le popolazioni indigene, sostenendo che tali iniziative rischiano di dividere il Paese.
La leader di One Nation ha espresso rammarico anche per le polemiche suscitate da precedenti dichiarazioni sulla madre del primo ministro Anthony Albanese e sulla sua lunga permanenza in una casa popolare.
Hanson ha sostenuto che le proprie osservazioni riguardavano il funzionamento dell’edilizia sociale e non erano rivolte personalmente alla madre di Albanese.
Il primo ministro aveva descritto quelle dichiarazioni come “meschine e cattive”, accusando Hanson di rancore.
“Se si è sentito offeso, mi dispiace”, ha replicato la senatrice, continuando però a sostenere che l’edilizia pubblica dovrebbe rappresentare un aiuto temporaneo destinato a chi si trova maggiormente in difficoltà.