WASHINGTON – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto la richiesta dell’amministrazione Trump di applicare una nuova regola sul voto per posta, infliggendo una battuta d’arresto al presidente a poche settimane dalle elezioni di metà mandato che decideranno il controllo del Congresso.
I giudici hanno lasciato in vigore l’ordinanza della giudice federale Indira Talwani, con sede a Boston, che aveva bloccato temporaneamente il provvedimento mentre proseguono i ricorsi presentati da diversi Stati e da organizzazioni per i diritti elettorali.
La misura era stata adottata dallo U.S. Postal Service dopo un ordine esecutivo firmato da Donald Trump a marzo con l’obiettivo di irrigidire le regole sul voto per corrispondenza.
I giudici conservatori Samuel Alito e Clarence Thomas hanno dissentito, sostenendo che l’amministrazione avrebbe buone possibilità di prevalere nel merito del ricorso.
La nuova disciplina imporrebbe agli Stati di fornire al Postal Service gli elenchi degli elettori destinatari delle schede e di utilizzare buste approvate dall’agenzia, dotate di codici a barre univoci.
Il Servizio postale potrebbe quindi rifiutare l’invio o la restituzione di schede non conformi ai nuovi standard o collegate a nominativi assenti dagli elenchi forniti.
I critici sostengono che il sistema potrebbe impedire il recapito di migliaia di schede legittime e creare disfunzioni operative a ridosso del voto del 3 novembre.
L’amministrazione replica che la regola è necessaria per prevenire frodi elettorali, fenomeno che le prove disponibili indicano come raro.
Talwani aveva sospeso la norma il 4 settembre, ritenendo probabile una violazione della Costituzione, che attribuisce agli Stati la gestione delle elezioni.
Anche la Corte d’Appello federale del Primo Circuito aveva rifiutato di sospendere la sua decisione, avvertendo che la regola avrebbe potuto privare del voto milioni di elettori producendo benefici minimi, se non nulli, nel contrasto alle frodi.
Un secondo giudice federale, Carl Nichols, con sede a Washington, ha emesso domenica un’altra ingiunzione preliminare su richiesta del Partito democratico e di organizzazioni tra cui la NAACP.
Nichols ha stabilito che parti essenziali della norma eccedevano i poteri attribuiti per legge al Postal Service.
Il voto per posta resta consentito, in forme diverse, in tutti i 50 Stati. In 29 è possibile richiederlo senza fornire una motivazione, mentre otto conducono le elezioni interamente per corrispondenza.
La controversia rientra in una più ampia serie di iniziative con cui l’amministrazione Trump ha cercato di aumentare il ruolo federale nella gestione elettorale in vista delle elezioni di midterm.