GINEVRA - L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha acceso i riflettori su un grave evento di salute pubblica che coinvolge la Mv Hondius, una nave da crociera impegnata in una traversata tra Ushuaia (Argentina) e Capo Verde.
A bordo della nave, che ospita circa 170 passeggeri e 70 membri dell’equipaggio, è stato segnalato un sospetto focolaio di hantavirus che ha già causato tre decessi, mentre altre persone risultano ammalate. Un nuovo caso è stato confermato ufficialmente dai laboratori come hantavirus, mentre altri cinque rimangono sospetti.
La Mv Hondius si trova attualmente al largo delle coste di Capo Verde, nei pressi della capitale Praia. La situazione medica è definita “grave” dall’operatore Oceanwide Expeditions: due passeggeri necessitano di cure mediche urgenti e le autorità olandesi, in coordinamento con la compagnia, stanno tentando di organizzarne il rimpatrio.
Nonostante i medici locali abbiano già visitato la nave per valutare i malati, non è stata ancora concessa l’autorizzazione ufficiale allo sbarco. “Lo sbarco e lo screening medico di tutti i passeggeri richiedono un coordinamento complesso con le autorità sanitarie locali”, ha spiegato l’operatore. Nel frattempo, un altro passeggero colpito dal virus era già ricoverato in terapia intensiva a Johannesburg, in Sudafrica.
L’hantavirus comprende diverse specie virali trasmesse all’uomo dai roditori selvatici e domestici (topi e ratti), che eliminano il patogeno attraverso saliva, urina e feci. L’infezione avviene principalmente per inalazione del virus disperso nell’aria da escrementi infetti (per esempio pulendo ambienti polverosi o toccando superfici contaminate). Più raro il contagio da morsi o consumo di cibo contaminato.
L’infettivologo Matteo Bassetti spiega che l’infezione esordisce come una comune influenza, ma può evolvere rapidamente in pochi giorni verso una grave forma respiratoria, nota come edema polmonare non cardiogeno.
Pier Luigi Lopalco (Università del Salento) osserva che una nave può facilitare la diffusione se sono presenti colonie di topi, poiché l’inalazione di particelle infette potrebbe avvenire anche attraverso i circuiti di aria forzata, se privi di filtri efficaci.
Nonostante la gravità dei casi registrati, l’Oms e gli esperti mantengono una linea di prudenza senza allarmismi. Hans Kluge, direttore in Europa dell’organizzazione, ha dichiarato che il rischio per la popolazione generale rimane basso e che non sono necessarie restrizioni ai viaggi, poiché il virus non si trasmette facilmente tra le persone.
Anche in Italia, gli esperti invitano alla calma. Fabrizio Pregliasco (Università di Milano) sottolinea che l’hantavirus non ha caratteristiche pandemiche perché la trasmissione interumana è estremamente rara. Mentre Cristina Mussini, presidente della Simit (Società italiana malattie infettive e tropicali) rassicura sul contesto nazionale: “In Italia non c’è un rischio concreto. È probabile che i passeggeri fossero già infetti al momento dell’imbarco in Sudafrica, dove l’infezione è endemica”.
Le cause esatte dei tre decessi sono ancora oggetto di accertamento. Sebbene l’hantavirus sia stato confermato nel paziente a Johannesburg, gli inquirenti devono verificare se lo stesso ceppo sia responsabile delle morti avvenute sulla nave e se i malati avessero condiviso gli stessi ambienti o fossero stati esposti a una fonte comune di contaminazione.