ROMA - Il governo spagnolo ha ufficializzato la decisione di accogliere la nave da spedizione MV Hondius nelle Isole Canarie, rispondendo a una specifica richiesta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). La scelta, mossa da principi umanitari e in linea con il diritto internazionale, sarà coordinata direttamente dal premier spagnolo, che presiederà a breve un vertice alla Moncloa con i ministri della Salute, dell’Interno e dei Trasporti per definire i dettagli dell’operazione. 

Il Ministero della Salute ha designato l’isola di Tenerife come base operativa per l’assistenza medica. Sebbene la decisione abbia sorpreso le autorità locali, il piano è già operativo: i pazienti più critici, tra cui il medico di bordo della nave (le cui condizioni restano gravi), saranno trasferiti in aereo e ricoverati presso il Nuestra Señora de la Candelaria e l’Ospedale Universitario delle Canarie (HUC). 

La nave è attesa nell’arcipelago entro 3-4 giorni. Una volta giunti a destinazione, passeggeri ed equipaggio saranno sottoposti a esami e cure in spazi predisposti per evitare ogni contatto con la popolazione locale, garantendo la massima sicurezza del personale sanitario. 

Le notizie provenienti dal Sudafrica aggravano il quadro clinico e spiegano il rigore delle misure di bio-contenimento. Il ministro della Salute di Pretoria, Aaron Motsoaledi, ha confermato che i test effettuati sui passeggeri sbarcati in Sudafrica hanno rilevato il ceppo Andes. 

Questa variante è l’unica tra le 38 conosciute di hantavirus capace di trasmettersi da persona a persona. Sebbene tale trasmissione sia rara e legata a contatti molto stretti, la sua presenza ha trasformato il caso della MV Hondius in un’emergenza internazionale. Al momento si contano 3 decessi (una coppia olandese e una donna tedesca) e complessivamente 7 casi tra confermati e sospetti. 

L’allerta è ormai globale: il Ministero della Salute elvetico ha confermato che un uomo, sbarcato precedentemente dalla nave, è ricoverato in isolamento all’Ospedale Universitario di Zurigo dopo essere risultato positivo. Intanto a Capo Verde è stata completata l’evacuazione di tre persone, ovvero due membri dell’equipaggio e un contatto diretto, che si trovano in condizioni stabili e verranno trasferite dall’aeroporto di Praia verso strutture idonee. Infine, in Sudafrica, un cittadino britannico resta ricoverato in terapia intensiva a Johannesburg. 

La MV Hondius era partita il 1° aprile 2026 da Ushuaia, in Argentina, per una spedizione dedicata al birdwatching nell’Atlantico meridionale. L’itinerario ha toccato regioni remote e sensibili, tra cui Antartide continentale, Georgia del Sud, le isole Nightingale, Tristan da Cunha, Sant’Elena e l’Isola di Ascensione.  

Gli esperti dell’Oms ipotizzano che l’esposizione iniziale possa essere avvenuta proprio durante gli sbarchi su queste isole tramite il contatto con la fauna locale, sebbene non sia ancora possibile determinare l’esatta dinamica. A bordo, i 147 occupanti (88 passeggeri e 59 membri dell’equipaggio di 23 diverse nazionalità) rimangono in quarantena preventiva nelle proprie cabine. 

L’Oms ha raccomandato il monitoraggio attivo dei sintomi per 45 giorni e ha esortato l’equipaggio a garantire una ventilazione costante della nave, evitando la pulizia a secco per non disperdere il virus. L’obiettivo della sanità internazionale è impedire che il ceppo andino possa trasformarsi in un focolaio terrestre dopo l’approdo.