TEGUCIGALPA –  La Corte Suprema di Giustizia honduregna ha disposto il proscioglimento definitivo dell’ex presidente Juan Orlando Hernández nel procedimento per frode e riciclaggio di denaro che lo vedeva coinvolto in uno dei più importanti casi di corruzione politica del Paese. 

La decisione, pronunciata martedì 1° settembre, chiude in Honduras il procedimento a carico dell’ex capo di Stato, che aveva fatto ritorno nel Paese lo scorso luglio dopo essere stato liberato negli Stati Uniti grazie alla grazia concessa dal presidente Donald Trump. 

Secondo il portavoce della Corte Suprema di Giustizia, Carlos Silva, il giudice ha ritenuto che le prove presentate nel corso dell’udienza non fossero sufficienti a dimostrare la partecipazione di Hernández ai fatti contestati.  

Il procedimento era legato all’inchiesta denominata Pandora, che aveva esaminato il presunto utilizzo irregolare di circa 10,8 milioni di dollari di fondi pubblici tra il 2010 e il 2013, quando Hernández era presidente del Congresso honduregno. 

Secondo gli investigatori, il denaro sarebbe stato trasferito attraverso fondazioni, società di comodo, prestanome e contratti fittizi e, almeno in parte, destinato al finanziamento di attività politiche.  

L’unità specializzata della procura contro le reti di corruzione aveva sostenuto che Hernández aveva beneficiato di circa 62 milioni di lempira, equivalenti a circa 2,3 milioni di dollari, per la sua campagna politica. 

La difesa ha invece sostenuto che le decisioni contestate fossero state prese nel periodo in cui Hernández presiedeva il Parlamento e non durante la sua successiva presidenza della Repubblica.  

Al termine del procedimento, il giudice ha ritenuto che non fosse stata dimostrata una sua responsabilità nei fatti oggetto dell’inchiesta. 

Secondo il tribunale, non è stata dimostrata la necessaria tracciabilità dei fondi che sarebbero stati destinati a una campagna politica, inoltre, le perizie della Procura avrebbero indicato che l’utilizzo del bilancio contestato rientrava nelle competenze del Potere esecutivo, mentre in quel periodo Hernández era presidente del Congresso e non della Repubblica. 

Anche altri esponenti di primo piano coinvolti nel caso, tra cui l’ex presidente Porfirio Lobo e l’ex ministro delle Finanze Wilfredo Cerrato, hanno ottenuto il proscioglimento. La decisione può tuttavia essere impugnata davanti alla Corte d’Appello. 

La chiusura del processo in Honduras arriva pochi mesi dopo una vicenda giudiziaria internazionale che aveva portato Hernández al centro dell’attenzione. 

L’ex presidente, alla guida dell’Honduras dal 2014 al 2022, era stato estradato negli Stati Uniti nel 2022 e nel 2024 era stato condannato a 45 anni di carcere per traffico di droga.  

I procuratori statunitensi lo avevano accusato di aver utilizzato la propria posizione politica per favorire le attività dei narcotrafficanti e avevano descritto l’Honduras del suo periodo al potere come un 'narco-Stato'. 

Nel dicembre 2025, tuttavia, Donald Trump gli aveva concesso la grazia, consentendogli di lasciare il carcere e di fare ritorno in Honduras.  

Il provvedimento era arrivato pochi giorni prima delle elezioni generali honduregne e aveva suscitato forti critiche e interrogativi sulle possibili implicazioni politiche della decisione. Trump aveva inoltre sostenuto pubblicamente il candidato del Partito Nazionale honduregno, Nasry Asfura. 

Hernández è rientrato in Honduras alla fine di luglio e aveva dichiarato di essere pronto ad affrontare il giudizio ancora aperto nel suo Paese. Martedí, all’uscita dal tribunale, ha accolto con soddisfazione la decisione, definendola la conclusione di quello che considera un caso di persecuzione politica. 

L’ex presidente ha sostenuto che il procedimento non avesse fondamento e ha ribadito la propria innocenza. Fuori dal tribunale, numerosi suoi sostenitori hanno celebrato la decisione. 

La conclusione del processo ha però suscitato nuove critiche da parte di organizzazioni impegnate nella lotta alla corruzione, preoccupate per le possibili ripercussioni sulla credibilità della giustizia honduregna. sottolineando anche l’assenza di un testimone chiave dell’accusa, la cui scarcerazione era stata confermata poche ore prima della decisione.