TEHERAN – L’Iran sta preparando un elenco di condizioni per consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz, dopo che alcuni mediatori hanno chiesto a Teheran di precisare le proprie richieste per ripristinare il transito marittimo attraverso una delle rotte energetiche più importanti al mondo.
Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, ha dichiarato che tra le condizioni figura la fine della guerra nella regione.
Secondo Rezaei, l’Iran ha inoltre raggiunto un’intesa con l’Oman per predisporre un corridoio di navigazione attraverso lo stretto, che comprende acque territoriali appartenenti a entrambi i Paesi.
Le navi potrebbero transitare lungo un canale centrale designato qualora gli Stati Uniti accettassero le richieste iraniane, ha spiegato durante un’intervista all’emittente al-Manar.
Sul fronte americano, il presidente Donald Trump ha però escluso l’esistenza di negoziati in corso.
“Non vogliamo parlare con loro. Non stiamo cercando incontri o altro”, ha dichiarato ai giornalisti nello Studio Ovale.
La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt aveva poco prima ribadito che la campagna economica contro Teheran proseguirà finché l’Iran non mostrerà una disponibilità ritenuta concreta a negoziare.
Leavitt ha richiamato l’Operation Economic Outcast, presentata dall’amministrazione come lo strumento per colpire ulteriormente l’economia iraniana.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent aveva già avvertito lunedì i Paesi terzi che il mantenimento di rapporti finanziari con l’Iran potrebbe comportare sanzioni secondarie, anche se il Dipartimento del Tesoro non ha ancora applicato le misure più severe prospettate.
Trump ha lasciato aperta anche la possibilità di colpire soggetti russi e cinesi che continuassero a intrattenere relazioni commerciali con Teheran.
Alla domanda su possibili sanzioni contro Mosca, il presidente ha risposto che la decisione dipenderà dal comportamento russo, aggiungendo che finora la Russia si sarebbe comportata “abbastanza bene” sulla questione dello Stretto di Hormuz.
Interpellato invece su eventuali misure contro banche cinesi, Trump ha evitato di fornire dettagli.
L’attività diplomatica regionale intanto continua.
Giovedì il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman al-Thani ha visitato Teheran per incontrare il ministro degli Esteri Abbas Araqchi, il presidente Masoud Pezeshkian e il capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf.
La missione qatariota è la terza visita diplomatica di alto livello in pochi giorni, dopo quella del capo di Stato maggiore pakistano Asim Munir e quella del ministro degli Esteri omanita Badr al-Busaidi.
Pakistan e Oman restano tra i principali mediatori impegnati nel tentativo di riaprire un canale tra Iran e Stati Uniti.