SYDNEY - La Independent Commission Against Corruption (ICAC) del New South Wales ha avviato un’inchiesta pubblica destinata a durare otto settimane su presunte donazioni politiche irregolari e possibili favori concessi al costruttore Jean Nassif, ex patron della Toplace e latitante in Libano dal 2022.

L’indagine riguarda presunti finanziamenti al Partito liberale tra il 2020 e il 2023, che sarebbero stati collegati a decisioni urbanistiche favorevoli. Tra le persone coinvolte figurano anche Jean-Claude e Charles Perrottet, fratelli dell’ex premier Dominic Perrottet, oltre a Dallas McInerney, ex amministratore delegato di Catholic Schools NSW, indicato nell’ambito delle verifiche su presunte donazioni non dichiarate e attività di tesseramento interno.

Secondo l’ICAC, Nassif avrebbe sfruttato i propri rapporti politici per ottenere vantaggi amministrativi, nonostante nel NSW ai costruttori immobiliari sia vietato finanziare i partiti. Il costruttore è inoltre ricercato dalla Polizia per accuse di frode, mentre decine di società riconducibili a Toplace sono finite in amministrazione controllata.

L’inchiesta trae origine dalle denunce presentate nel 2022 dal deputato liberale Ray Williams, che aveva segnalato presunte operazioni di branch stacking nell’Hills Shire Council. Nel corso delle udienze è emerso anche il nome del leader federale dell’opposizione, Angus Taylor.

L’ex collaboratore parlamentare liberale Dylan Whitelaw ha riferito di messaggi interni del gruppo conservatore NSW Reformers nei quali si parlava della possibilità di ottenere un contributo economico da Taylor. In un messaggio attribuito a McInerney si leggeva l’intenzione di “chiedere ad Angus 10.000 dollari”, mentre un altro sosteneva che fosse stato ottenuto un impegno per 15.000 dollari più donazioni mensili.

Taylor, che non è accusato di alcun illecito e non è parte del procedimento, ha respinto con decisione ogni ipotesi di finanziamento: “Nessun pagamento è stato effettuato”, ha dichiarato più volte ai giornalisti, aggiungendo di non essere stato contattato dall’ICAC e di voler lasciare che la Commissione svolga il proprio lavoro.