Nella splendida cornice di Caterina’s Cucina e Bar, cuore pulsante della convivialità italiana a Melbourne, lo scorso 15 aprile, si è svolta ‘La Tavola Italiana’, un’esperienza gastronomica e culturale capace di intrecciare sapori, memoria e identità in un’unica, raffinata serata organizzata da ALTO, realtà imprenditoriale italo-australiana impegnata nella promozione del networking e della nuova generazione di professionisti.
Tavoli in legno, candelabri dalla luce soffusa e candele. Un menù curato nei minimi dettagli e una comunità riunita attorno a ciò che più la rappresenta – il cibo – hanno dato vita a un evento che è andato ben oltre la semplice degustazione. Come ha sottolineato Adrian D’Aprano in apertura, “il cibo per noi non è solo qualcosa che mangiamo – è un modo di vivere, è il filo che tiene insieme tradizioni e generazioni”. E ancora, ampliando il senso più profondo della serata, ha aggiunto: “Nonostante percorsi e carriere diverse, condividiamo una base comune fatta di cultura, cibo e famiglia: è ciò che ci riporta sempre allo stesso punto. Per questo invito tutti a cogliere l’occasione per connettersi, parlare con qualcuno di nuovo, condividere la propria storia e riscoprire quel senso di comunità che ci unisce”.
Protagonista indiscussa, Caterina Borsato – anima e visione del locale che ha ospitato l’evento – ha raccontato con autenticità e passione un percorso fatto di sacrifici, intuizioni e coerenza. “Cerchiamo sempre di rimanere fedeli a noi stessi – ha spiegato – anche quando utilizziamo prodotti locali. L’importante è rispettare l’essenza del piatto, la sua anima”. Un equilibrio sottile, quello tra tradizione e innovazione, che Borsato governa con mano esperta, senza mai cedere alle mode passeggere.
Il suo racconto si è fatto ancora più intenso quando ha ripercorso gli inizi difficili: “Quando ho aperto non avevo nulla e, pochi giorni dopo, è morto mio padre. Questo posto è cresciuto lentamente, pezzo dopo pezzo, in trent’anni di lavoro”. Difficile credere, davanti a uno spazio tanto curato e ricercato, che tutto abbia preso forma da un semplice garage. Un lavoro costruito negli anni, dove ogni dettaglio – dagli arredi recuperati alle icone religiose – contribuisce a definire un luogo che oggi è diventato un punto di riferimento. “La storia è fondamentale – ha aggiunto – perché chi c’era prima di noi ha costruito Melbourne”.
Accanto a lei, le voci di chi ogni giorno contribuisce a scrivere nuovi capitoli della cucina italiana in Australia. Peter Mastro e Frank Bressi, fondatori di Saluministi, rinomata paninoteca gestita da una famiglia di origine italiana, hanno raccontato la loro filosofia improntata alla semplicità e alla qualità: “Non si tratta solo di fare un buon panino. Bisogna costruire qualcosa che duri nel tempo, con attenzione ai prodotti, alla sostenibilità e al contesto”. Una visione pragmatica ma profondamente radicata nei valori della tradizione del Belpaese.
Sulla stessa linea Tony Nicolini, oggi alla guida del pluripremiato ristorante di Albert Park Italian Artisans, che ha condiviso un percorso personale fatto di ricerca identitaria: “Da giovane cercavo di allontanarmi da quel mondo, poi ho capito che era parte di me. Tornare alla cultura italiana mi ha reso più consapevole e orgoglioso”. Un ritorno alle origini che si traduce oggi nella promozione di prodotti autentici e di un’artigianalità che guarda al futuro senza mai dimenticare il passato.
Nel corso della serata, tra portate sapientemente abbinate e vini selezionati, è emerso con forza un tema condiviso: la responsabilità di custodire e trasmettere un patrimonio culturale. Non a caso, più voci hanno richiamato il valore della continuità generazionale, invitando i più giovani a raccogliere il testimone: “Se non portiamo avanti queste tradizioni, andranno perse – ha concluso Borsato –. Spetta alla prossima generazione continuare il percorso e mantenerle vive”.