TEL AVIV – Una delle mine vaganti dell’intesa tra Stati Uniti e Iran è il Libano, con il primo ministro Benjamin Netanyahu che si chiama fuori dall’intesa e Teheran che minaccia di non firmare alcun accordo sul nucleare finché Israele non si ritirerà dal Paese dei cedri. Pechino non è ottimista come il tycoon e avvisa che la prossima fase dei negoziati tra Stati Uniti e Iran sarà “più difficile”.
Donald Trump ha espresso chiaramente la sua frustrazione nei confronti di Netanyahu, dichiarando ai giornalisti al G7 a Evian che quest’ultimo deve essere “più responsabile nei confronti del Libano”.
“Senza di me non esisterebbe Israele, perché nessun altro presidente era disposto a fare quello che ho fatto io”, ha affermato Trump, citato da Cnn, rispondendo a una domanda sulla sua eventuale frustrazione nei confronti di Netanyahu.
“Ho avuto un ottimo rapporto con Bibi, ma ora Bibi deve essere più responsabile nei confronti del Libano”, ha aggiunto, riferendosi al primo ministro israeliano.
Quindi, Trump ha affermato poi di aver “suggerito a Israele che la Siria si occupi di Hezbollah” in Libano. Il presidente, i cui rapporti con il primo ministro israeliano si sono recentemente inaspriti, ha sostenuto che Israele “combatte Hezbollah da troppo tempo” e che “troppe persone vengono uccise”.
Continuano, nel frattempo, gli attacchi sul campo. Un raid di droni condotto dall’Idf ha colpito la città di Mayfadoun, nel distretto di Nabatiyeh, uccidendo due persone e ferendone un’altra. Lo riferisce il media libanese L’Orient-Le Jour.
Le vittime dell’attacco israeliano sono due residenti che erano tornati a Mayfadoun per ispezionare le proprie case. Il bilancio in Libano, dopo l’annuncio dell’accordo tra Usa e Iran, è dunque salito a cinque morti.
Intanto, lo stesso Benjamin Netanyahu ha confermato che si ripresenterà candidato per la guida del governo alle prossime elezioni politiche israeliane in programma a ottobre. “Mi candiderò alle elezioni e intendo vincere”, ha detto in una conferenza stampa il premier uscente”.
“Abbiamo salvato lo Stato di Israele dalla minaccia di annientamento nucleare”, ha detto ancora Netanyahu. “Avrebbe significato che milioni di cittadini israeliani – voi che mi state ascoltando ora – tutti voi avreste corso il terribile pericolo di una morte di massa... E abbiamo allontanato da noi, per anni, questo pericolo di annientamento della popolazione israeliana”, ha spiegato. “Stringeremo nuove alleanze con i paesi della regione e oltre, e garantiremo la nostra autosufficienza in materia di difesa”, ha affermato.
“Il presidente Trump e io ci conosciamo da molti anni. Lui è il presidente degli Stati Uniti, io sono il primo ministro di Israele. Molte volte la pensiamo allo stesso modo, in altri casi meno”, ha dichiarato il primo ministro israeliano aggiungendo: “Sono responsabile degli interessi di sicurezza di Israele. Bisogna agire non con toni accesi, ma con saggezza, e questo richiede molta esperienza e una profonda conoscenza della scena americana”.
“Negli Usa dicono che Trump fa tutto quello che gli chiedo, e in Israele si dice l’opposto - ha evidenziato il premier - entrambe non sono vere. E’ un rapporto tra partner che si conoscono bene da molto tempo. Spesso andiamo d’accordo, a volte no. Succede in tutte le migliori famiglie”.
“Resteremo nella zona di sicurezza in Libano”, ha detto inoltre. “Ci difenderemo per tutto il tempo necessario - ha aggiunto - Resteremo nelle zone cuscinetto di Libano, Gaza e Siria”. L’Iran voleva il ritiro di Israele dalla “zona cuscinetto in Libano. Ma ciò non è successo, e vi rimarremo per tutto il tempo necessario”, ha affermato.
“Sapete perché non è successo? - ha aggiunto rivolgendosi ai giornalisti - Perché ho mantenuto una posizione molto, molto ferma. Sono stato molto, molto risoluto su questo punto. E credo che i nostri amici americani rispettino questa determinazione e questa fermezza”.