SYDNEY – Il New South Wales si prepara ad avviare il programma di riacquisto delle armi introdotto dopo l’attentato terroristico di Bondi, con i primi proprietari chiamati a consegnare le armi in eccesso a partire dal 2 novembre.

Le stazioni di polizia di Sutherland, Penrith, Narellan, Grafton, Griffith e Dubbo saranno le prime ad accettare le restituzioni, mentre altre 34 sedi entreranno nel programma dal primo dicembre.

Le nuove regole limiteranno a quattro il numero massimo di armi detenibili da una singola persona.

Per produttori agricoli e tiratori sportivi il tetto sarà invece fissato a dieci.

Il sistema di riacquisto prevede un indennizzo per chi dovrà rinunciare ad armi che, con la nuova normativa, non potrà più possedere legalmente.

Il New South Wales fu il primo Stato ad aderire al piano federale, descritto come il più ampio programma di questo tipo dai tempi delle misure introdotte dopo il massacro di Port Arthur del 1996.

Il ministro statale di Polizia Yasmin Catley ha affermato che l’obiettivo è ridurre il numero di armi in circolazione e garantire che quelle non più consentite vengano ritirate in sicurezza e successivamente distrutte.

“Dopo che 15 persone innocenti sono state uccise a Bondi, dovevamo agire e lo abbiamo fatto”, ha dichiarato.

“Meno armi nella comunità significa una comunità più sicura. Significa anche meno armi che rischiano di finire nelle mani sbagliate”.

Nel New South Wales circa una persona su 33 possiede una licenza per armi da fuoco e sono registrate legalmente oltre un milione di armi, il numero più alto in Australia.

Secondo le stime, circa il 18 per cento dei titolari di licenza potrà partecipare al programma e fino a 274mila armi potrebbero essere riconsegnate.

Sono previsti inoltre contributi fino a 25mila dollari per le imprese e i rivenditori risultanti idonei, oltre a un rimborso una tantum di 500 dollari sulle licenze dei commercianti di armi.

Il settore ha però criticato duramente il piano, sostenendo che le nuove regole rischiano di mettere fuori mercato negozi e attività legate al tiro sportivo.

Il Firearms Registry del New South Wales, che ha ricevuto 43 milioni di dollari per potenziare i controlli e colmare lacune informative, inizierà da oggi a mettersi in contatto con i proprietari interessati.

Le nuove misure seguono l’attacco di Bondi del 2025, nel quale due uomini, padre e figlio, uccisero 15 persone durante un festival dell’Hanukkah.

Il padre, poi ucciso dalla polizia, possedeva legalmente sei armi.