PERTH – Il Western Australia, lo Stato più ricco del Paese, valuta la creazione di una propria riserva strategica di carburante, separata da quella nazionale.
La proposta nasce dalle difficoltà emerse durante la recente crisi energetica, innescata dal conflitto in Medio Oriente e dalle interruzioni nello Stretto di Hormuz.
Il governo statale sta analizzando la possibilità di acquistare e immagazzinare grandi quantità di gasolio da utilizzare nei momenti di emergenza. L’obiettivo è garantire continuità alle attività economiche e alle comunità più esposte alle interruzioni delle catene di approvvigionamento.
Il ministro dell’Energia Amber-Jade Sanderson ha chiarito che la riserva sarebbe destinata esclusivamente al Western Australia. Le forniture verrebbero distribuite secondo le priorità stabilite dal governo, con particolare attenzione alle aree più vulnerabili.
Tra queste figurano le regioni agricole, i distretti minerari e le comunità remote, dove il gasolio è essenziale non solo per i trasporti ma anche per la produzione di energia. In queste zone, la distanza dalle principali rotte di distribuzione rende più difficile l’accesso al carburante in caso di crisi.
Il progetto prevede uno stock di milioni di litri, anche se i dettagli sui costi e sulla gestione non sono stati ancora definiti. Il governo sta valutando diverse opzioni operative, inclusa la collaborazione con fornitori privati.
La proposta si aggiungerebbe alla riserva nazionale, che il Western Australia sostiene di poter comunque utilizzare in caso di emergenze più ampie. Tuttavia, l’esperienza recente ha evidenziato limiti nella distribuzione delle scorte esistenti.
Alcuni operatori, infatti, non avevano immagazzinato carburante nello Stato, concentrando le riserve in altre regioni come il Queensland. Questo ha contribuito a creare difficoltà locali durante la crisi, rafforzando l’idea di una soluzione autonoma.
Il focus iniziale sarà sul gasolio, dato il suo ruolo centrale nell’economia dello Stato. Il Western Australia consuma circa un quarto del gasolio utilizzato in tutto il Paese, soprattutto per sostenere il settore minerario.
Anche l’opposizione ha espresso sostegno al progetto, pur chiedendo maggiore chiarezza su costi e modalità di attuazione. Il tema centrale resta la capacità dello stato di proteggere le proprie attività economiche da shock esterni.
La proposta riflette una tendenza più ampia: rafforzare la sicurezza energetica a livello regionale in un contesto globale instabile. Per uno Stato geograficamente distante e fortemente dipendente dal carburante, la questione assume un valore strategico diretto.