Nel calendario civile italiano e australiano, il 25 aprile e l’ANZAC Day si incontrano a distanza di poche ore, ma condividono un significato profondo: il ricordo del sacrificio, la memoria della guerra e la celebrazione della libertà riconquistata. A Brisbane, anche quest’anno, le due ricorrenze si sono intrecciate in una giornata carica di emozione e partecipazione, grazie all’impegno delle associazioni d’arma e della comunità italiana.
All’Abruzzo Club di Carina, cuore pulsante della presenza abruzzese nel Queensland, si è svolta una sentita celebrazione della Festa della Liberazione organizzata in particolare dall’Associazione Alpini di Brisbane. Un momento solenne che ha saputo unire memoria storica e senso di comunità, in un contesto reso ancora più significativo dalla coincidenza con l’ANZAC Day australiano.
La vice Console d’Italia a Brisbane, Daria Proietto, ha preso parte alla cerimonia insieme al presidente degli Alpini, Massimo Nodari, deponendo una corona al Monumento degli Alpini. Nel suo intervento ha ricordato come “da scelte difficili e dolorose sia nata una storia d’impegno civile che continua a ispirarci”, rendendo omaggio “agli uomini e alle donne che hanno scelto la libertà”.
Accanto alle Penne Nere, numerose associazioni regionali hanno voluto essere presenti, a testimonianza di una comunità coesa e partecipe. Tra queste, il Fogolar Furlan Brisbane, rappresentato da Giuliana Giavon e da Sonia Basile, che hanno sottolineato il valore della giornata come momento di memoria condivisa e d’incontro tra generazioni.
La cerimonia, introdotta da Carmela Bozzi, ha visto l’alzabandiera, i discorsi ufficiali e la deposizione della corona, seguiti da un momento conviviale all’interno del club. Tra piatti preparati dagli chef e tavole imbandite, si è respirata quell’atmosfera tipica delle grandi occasioni comunitarie italiane, fatta di amicizia, racconti e legami che attraversano regioni e storie diverse.
Particolarmente toccante la presenza di Valentino Pozzetti, 104 anni, simbolo vivente di una memoria che non si spegne e che continua a trasmettere valori alle nuove generazioni. La partecipazione trasversale di Alpini di diverse età ha dato corpo a quel passaggio di testimone che rende queste celebrazioni ancora più significative.
In un giorno in cui l’Australia ricorda i propri caduti e l’Italia celebra la liberazione dal nazifascismo, l’incontro tra ANZAC Day e 25 aprile a Brisbane assume un valore quasi naturale. Due storie diverse, ma unite dallo stesso filo: il prezzo della libertà e il dovere della memoria. E proprio in questa sovrapposizione simbolica si coglie il senso più profondo della giornata all’Abruzzo Club: una comunità lontana geograficamente, ma profondamente radicata nei valori che hanno segnato la storia dei due Paesi. Una memoria che non resta ferma al passato, ma continua a vivere nei gesti, nelle parole e nella partecipazione di chi, ancora oggi, sceglie di ricordare.