KIEV - La Russia ha scatenato nella notte uno dei più massicci e devastanti attacchi combinati dall’inizio del conflitto, prendendo di mira quasi esclusivamente la regione di Kiev. Il bilancio provvisorio fornito dalle autorità ucraine è di almeno 4 morti e quasi 100 feriti. Secondo le ricostruzioni, il bombardamento è durato diverse ore: forti esplosioni hanno fatto tremare i palazzi della capitale a partire dall’una di notte, ripetendosi a ondate distruttive tra le 3 e le 5 del mattino.
Per la terza volta dall’inizio delle ostilità, Mosca ha impiegato il suo temuto missile balistico ipersonico a medio raggio Oreshnik, un vettore progettato per il trasporto di testate nucleari o convenzionali, diretto in questo caso contro la città di Bila Tserkva. “Purtroppo non tutti i missili balistici sono stati abbattuti”, ha denunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, evidenziando che gli impatti maggiori si sono concentrati a Kiev.
Il sindaco della capitale ucraina, Vitali Klitschko, ha riferito di crolli e distruzioni “in ogni singolo quartiere della città”. I vettori russi hanno centrato un impianto di approvvigionamento idrico, innescato un vasto incendio in un mercato locale, devastato decine di edifici residenziali e colpito diverse scuole.
I danni hanno risparmiato le persone ma hanno lambito i palazzi del potere e della cultura. La prima vicepremier ucraina Yulia Svyrydenko ha confermato il danneggiamento della sede del governo, che ha avuto tutte le finestre sventrate dalle onde d’urto. Anche il Museo Nazionale d’Arte, custode di una delle collezioni più antiche e importanti del Paese, ha riportato danni strutturali alla sede, sebbene le opere d’arte siano rimaste intatte.
Dura la reazione di Zelensky contro il presidente russo: “Putin non riesce nemmeno più a pronunciare correttamente la parola ‘urrà‘, eppure continua a colpire edifici residenziali con i suoi missili. È davvero inadeguato. Serve che il mondo non rimanga in silenzio: servono decisioni immediate da parte di Stati Uniti ed Europa affinché Mosca sia costretta alla pace”.
Il ministero della Difesa russo ha confermato ufficialmente il raid, definendolo una risposta agli attacchi ucraini contro le strutture civili in territorio controllato dai russi. L’operazione è scattata come rappresaglia per il recente raid ucraino con droni che aveva colpito un dormitorio a Starobilsk, nella regione occupata di Lugansk, causando 21 morti e 42 feriti secondo i dati del Cremlino (mentre Kiev ha sempre respinto le accuse, sostenendo di aver preso di mira un’unità d’élite per il comando dei droni).
Oltre all’Oreshnik, Mosca ha certificato l’impiego coordinato di una micidiale combinazione di armamenti avanzati: missili balistici Iskander, vettori ipersonici aviolanciati Kinzhal, missili da crociera Zircon e una flotta di oltre 700 droni d’attacco.
Il massiccio innalzamento del livello degli armamenti ha provocato l’immediata reazione delle cancellerie europee. La premir italiana Giorgia Meloni ha espresso una “ferma condanna per il pesante attacco russo che ha colpito nuovamente le infrastrutture civili in Ucraina. La nostra solidarietà va alla popolazione ucraina, che da oltre quattro anni subisce le drammatiche conseguenze di questa guerra di aggressione”.
Il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno liquidato l’uso dell’Oreshnik rispettivamente come “il segnale dell’impasse e della corsa sfrenata di questa guerra d’aggressione” e come una “sconsiderata escalation nucleare”.
L’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, ha parlato di “atti terroristici aberranti lanciati perché la Russia si trova in un vicolo cieco sul campo di battaglia”, annunciando che la prossima settimana i ministri degli Esteri dell’Unione Europea si riuniranno per discutere nuove e più severe misure di pressione internazionale contro il Cremlino.