CANBERRA – Le associazioni imprenditoriali hanno criticato aspramente il nuovo piano migratorio della Coalizione, sostenendo che una riduzione così ampia degli ingressi potrebbe frenare la crescita economica e aggravare le difficoltà di reperimento della manodopera in diversi settori.

La proposta prevede di portare la migrazione netta dall’estero dagli attuali livelli vicini a 300mila persone l’anno a circa 100mila nel primo anno di un eventuale governo guidato dalla Coalizione.

Il numero dei titolari di visti temporanei verrebbe ridotto di circa 650mila unità nell’arco di quattro anni, mentre i temporary graduate visa sarebbero aboliti. Anche i visti per studenti internazionali scenderebbero da 528mila a 456mila.

L’Australian Chamber of Commerce and Industry (ACCI) ha avvertito che una contrazione di questa portata potrebbe indebolire sia il ritmo di crescita dell’economia sia il suo potenziale futuro.

“Dire che si tratta del più grande taglio alla migrazione nella storia australiana non è necessariamente una cosa positiva”, ha dichiarato l’amministratore delegato dell’ACCI Andrew McKellar.

Il piano riprende anche alcuni elementi sostenuti da One Nation, tra cui l’obbligo per la maggior parte dei richiedenti di presentare domanda di visto dall’estero, con l’obiettivo di limitare il cosiddetto visa hopping.

Di conseguenza, i visti ponte verrebbero quasi eliminati, anche se lavoratori della sanità e dell’assistenza agli anziani trarrebbero beneficio da disposizioni transitorie mentre attendono l’esito delle nuove domande.

La Coalizione propone inoltre una nuova categoria di visto qualificato per i grandi progetti, con un limite di 15mila ingressi l’anno, e un visto specifico per l’agricoltura.

Quest’ultima misura ha ricevuto il sostegno della National Farmers’ Federation.

Il presidente Hamish McIntyre ha affermato che il settore agricolo necessita di lavoratori con competenze differenti, distribuiti in aree diverse e disponibili in specifici periodi dell’anno.

Più critico il settore delle costruzioni.

La CEO di Master Builders Australia, Denita Wawn, ha espresso preoccupazione per l’impatto della forte riduzione dei visti temporanei sulla disponibilità di manodopera non qualificata, ricordando che molti studenti internazionali lavorano legalmente anche nell’edilizia.

Il leader dell’opposizione Angus Taylor ha presentato il piano come il più ampio ridimensionamento dell’immigrazione mai proposto in Australia.

L’esperto di politiche migratorie Abul Rizvi ha però osservato che, se il mercato del lavoro dovesse restare forte anche dopo le elezioni, la pressione delle imprese potrebbe spingere la Coalizione a rivedere parte delle misure.