PARIGI – Marine Le Pen ha annunciato un piano di risparmi più ampio rispetto a quello delineato in precedenza, nel tentativo di rafforzare la credibilità economica del Rassemblement National davanti ai mercati obbligazionari.
La leader francese ha indicato un obiettivo di 140 miliardi di euro di risparmi netti entro il 2032 rispetto ai livelli del 2026, superando i 125 miliardi inizialmente previsti nell’arco di un mandato presidenziale.
Secondo Le Pen, l’aumento dei tassi d’interesse e le condizioni delle finanze pubbliche rendono necessario un intervento più incisivo. La maggior parte dei tagli, ha spiegato, verrebbe concentrata nei primi tre anni e deriverebbe soprattutto da una razionalizzazione del funzionamento dello Stato.
Il nuovo piano dovrebbe consentire alla Francia di riportare il deficit pubblico al limite europeo del 3 per cento del prodotto interno lordo entro il 2030, rispetto al 5,4 per cento previsto per quest’anno.
Le Pen ha inoltre sostenuto che, una volta ristabilito un maggiore controllo sui conti pubblici, sarebbe opportuno avviare un confronto con la Banca Centrale Europea (BCE) per contribuire ad alleggerire il costo del debito francese.
Un altro punto riguarda il contributo netto della Francia al bilancio dell’Unione Europea, che Le Pen vorrebbe limitare a 5 miliardi di euro, livello vicino a quello dei primi anni Duemila.
La candidata ha anche annunciato nuove proposte sul sistema pensionistico, uno dei capitoli più sensibili della spesa pubblica francese.
I mercati hanno reagito con un parziale allentamento dei rendimenti. Il titolo di Stato decennale francese è sceso al 4,72 per cento, in una giornata comunque favorevole ai bond governativi europei.
Secondo Laura Cooper di Nuveen, l’annuncio potrebbe aver contribuito al miglioramento, ma gli investitori attendono ancora dettagli concreti su come il piano verrebbe effettivamente attuato.
La questione fiscale è ormai uno dei temi principali della campagna presidenziale.
Le Pen ha proposto anche di inserire nella Costituzione, attraverso referendum, una “regola d’oro” che imporrebbe una riduzione annuale del deficit di almeno mezzo punto percentuale fino a quando il debito pubblico non tornerà al 60 per cento del PIL, rispetto all’attuale 119 per cento.
Il progetto continua però a suscitare scetticismo nel mondo economico, soprattutto per la combinazione tra tagli alla spesa, riduzioni fiscali e opposizione alla riforma delle pensioni del 2023.
Nel frattempo, il governo del primo ministro Sébastien Lecornu ha presentato un bilancio 2027 con 43 miliardi di euro di nuovi risparmi, mentre il leader del Rassemblement National Jordan Bardella ha proposto un piano alternativo da 71,6 miliardi.