ROMA - Il governo incassa alla Camera le prime due fiducie sulla riforma della legge elettorale con 226 e 227 voti favorevoli, in un voto palese.
Il via libera riguarda i primi due articoli del provvedimento, che intervengono sulle regole per l’elezione di Camera e Senato. Tra le modifiche previste ci sono l’introduzione delle preferenze e le nuove norme sulla raccolta delle firme.
Pochissime le assenze nei banchi del centrodestra, che ora guarda con maggiore fiducia al voto finale di giovedì, previsto a scrutinio segreto. Nella maggioranza, dopo le tensioni dei mesi scorsi, prevale l’idea che la riforma possa arrivare all’approvazione senza incidenti.
Le opposizioni, però, continuano la battaglia in Aula e già guardano a un possibile ricorso alla Consulta. Al centro delle critiche ci sono il merito della riforma e la scelta del governo di porre la fiducia su una legge elettorale.
Elena Bonetti, di Azione, si rivolge alle deputate del centrodestra: “Vogliono cacciare le donne dal Parlamento, dite no a questo scempio”. Duro anche l’intervento della capogruppo del Pd Chiara Braga, secondo cui la legge “tradisce le donne e dà uno schiaffo al Parlamento”.
Lo scontro riguarda anche l’uso della fiducia. Il centrodestra richiama i precedenti dell’Italicum e del Rosatellum, mentre le opposizioni ricordano le parole pronunciate in passato da Giorgia Meloni contro lo stesso strumento. “Se non vi fidate dei voti dei vostri parlamentari, come potete chiedere il voto degli italiani?”, cita la deputata del M5s Vittoria Baldino.
Intanto Riccardo Magi prosegue la sua iniziativa nonviolenta. Il segretario di Più Europa è al settimo giorno di sciopero della fame contro le norme sulla raccolta firme. La premier Giorgia Meloni, fa sapere lo stesso Magi, gli ha inviato un messaggio per chiedere delle sue condizioni di salute.
“È positivo che la premier cerchi un canale di dialogo con noi”, osserva Magi, precisando però che sulla questione delle firme non risultano aperture da parte del governo. Per questo, anche dopo una visita medica con parametri positivi, il leader di Più Europa annuncia che proseguirà lo sciopero della fame.
Magi, come altri parlamentari del centrosinistra, ha presentato un ordine del giorno per chiedere l’attivazione delle sottoscrizioni digitali, sul modello di quanto già avvenuto per i referendum. Resta da capire quale sarà l’orientamento della maggioranza sugli ordini del giorno, 41 in tutto, di cui sette presentati da Futuro Nazionale.
Il calendario prevede per domani il voto sull’articolo 3, che modifica dal punto di vista territoriale i collegi di Merano, Bressanone e Bolzano, e sull’articolo 8, relativo all’estensione ai caregiver del voto fuori sede. Nel pomeriggio toccherà agli ordini del giorno.