CANBERRA – L’Australia dovrebbe continuare a crescere senza entrare formalmente in recessione, ma per molte famiglie la situazione economica resterà difficile, soprattutto per chi ha redditi bassi, un mutuo o lavora in settori poco esposti al boom dell’intelligenza artificiale.

Stephen Smith, partner di Deloitte Access Economics, ha lanciato un allarme stando al quale la buona sorte economica del Paese si sta esaurendo e che l’eccessivo ricorso alla crescita della popolazione tramite immigrazione ha mascherato per anni una produttività debole.

Deloitte ha ridotto la propria previsione di crescita per il 2027-28 all’1,7 per cento, rispetto all’1,9 per cento indicato in precedenza.

Secondo Smith, una recessione tecnica – due trimestri consecutivi di contrazione – resta improbabile nel breve periodo grazie a fattori relativamente resistenti ai tassi d’interesse elevati, tra cui la spesa pubblica, la costruzione di data centre e i consumi delle fasce più anziane e benestanti della popolazione.

Il peso dei tassi ricadrà però soprattutto sui nuclei a basso reddito, sui titolari di mutui, sull’edilizia residenziale e sulle imprese esterne ai settori legati all’AI.

“Le famiglie continueranno a sperimentare condizioni simili a una recessione”, ha affermato Smith, prevedendo un impatto sulla spesa discrezionale e differenze sempre più marcate tra i diversi settori dell’economia.

Il problema strutturale resta la produttività. Secondo Deloitte, negli ultimi anni la crescita complessiva è stata sostenuta soprattutto dall’aumento del numero di persone presenti nel Paese, più che da una maggiore capacità produttiva di ciascun lavoratore.

Smith ha sintetizzato il problema osservando che l’Australia avrebbe fatto confusione tra “un’economia più grande con un’economia più prospera”.

Il tema si è intrecciato con il dibattito politico sull’immigrazione. La Coalizione ha annunciato l’intenzione di portare l’immigrazione netta dall’estero a 100mila persone l’anno nei primi due anni di governo, mentre Partito laburista e One Nation hanno presentato proprie proposte di riduzione.

Il leader dei Nazionali Matt Canavan ha accusato il governo di aver fatto troppo affidamento sulla crescita demografica per sostenere il PIL.

Smith ha però sottolineato che l’immigrazione qualificata resta uno dei punti di forza dell’Australia, perché aiuta a colmare carenze di personale, amplia la base fiscale e migliora la struttura demografica.

L’immigrazione, ha aggiunto, non può però sostituire investimenti adeguati in abitazioni, infrastrutture, capitale, formazione, concorrenza e dinamismo imprenditoriale.