MADRID – Carles Puigdemont può fare ritorno in Spagna senza essere arrestato, dopo che la Corte costituzionale e la Corte suprema hanno rimosso gli ultimi ostacoli giudiziari legati al suo coinvolgimento nel referendum indipendentista catalano del 2017.

La Corte costituzionale ha stabilito ieri (ora locale) che la legge di amnistia per i separatisti catalani si applica anche alle accuse di appropriazione indebita rivolte a Puigdemont. Poco dopo, la Corte suprema ha revocato il mandato di arresto che pendeva sull’ex presidente della Catalogna.

Puigdemont vive in Belgio dal 2017, quando lasciò la Spagna dopo aver promosso il referendum sull’indipendenza della regione, dichiarato illegale da Madrid.

In un intervento televisivo dalla sua abitazione di Waterloo, il leader catalano ha definito le sentenze una vittoria che “obbliga a porre fine alla repressione politica”, senza però indicare quando intenda tornare nel Paese.

La legge di amnistia era stata approvata dal governo di Pedro Sanchez nell’ambito di un accordo politico del 2023 con due formazioni catalane, tra cui Junts, il partito di Puigdemont, in cambio del loro sostegno parlamentare al primo ministro socialista.

La misura aveva provocato forti proteste e un acceso confronto politico, soprattutto tra le forze di opposizione.

In un primo momento, la Corte suprema aveva escluso che l’amnistia potesse coprire le accuse di appropriazione indebita, lasciando aperta la possibilità di arrestare Puigdemont per l’uso di fondi pubblici destinati all’organizzazione del referendum.

La Corte costituzionale ha invece stabilito che negare l’amnistia nei casi in cui non vi sia stato arricchimento personale contrasterebbe con lo spirito della legge.

La decisione viene presa in un momento particolarmente delicato per la politica spagnola.

Junts ha ritirato il proprio sostegno al governo di minoranza circa un anno fa e Sanchez, dopo mesi di difficoltà nell’approvazione delle leggi, ha convocato elezioni anticipate per il 29 novembre.

Il primo ministro ha dichiarato di non essersi pentito della scelta dell’amnistia e ha accolto con favore la sentenza, richiamando l’importanza della convivenza politica in Catalogna.

Il possibile ritorno di Puigdemont potrebbe comunque riaccendere lo scontro sull’indipendentismo catalano, nonostante il movimento abbia perso terreno rispetto agli anni più intensi della crisi.

Il Partito Popolare guida al momento i sondaggi e potrebbe avere bisogno dell’appoggio di Junts e di altre forze di centrodestra per formare un governo.