TEHERAN - L’ayatollah Mojtaba Khamenei, nominato nuova Guida Suprema dell’Iran, verserebbe in condizioni di salute estremamente critiche e potrebbe essere in fin di vita. È quanto rivela il portale d’informazione indipendente IranWire, testata vicina all’opposizione e curata da giornalisti iraniani all’estero, citando due fonti anonime interne all’amministrazione del presidente Masoud Pezeshkian.
Dal giorno della sua elezione, la figura di Mojtaba Khamenei è avvolta dal più stretto riserbo: nessuna apparizione in pubblico, nessuna immagine recente e nessun discorso registrato. Le uniche testimonianze della sua attività sono limitate a dichiarazioni e messaggi scritti a lui attribuiti dai media di Stato.
Secondo le ricostruzioni fornite dalle fonti, Mojtaba Khamenei non avrebbe mai incontrato alcun membro del governo iraniano dal giorno del raid congiunto condotto da Stati Uniti e Israele lo scorso 28 febbraio, l’attentato in cui perse la vita il padre e predecessore Ali Khamenei. Nel medesimo attacco, il nuovo leader sarebbe rimasto gravemente ferito e forse sfigurato.
Da allora, la nuova Guida Suprema si sarebbe rifugiata in un luogo sicuro per timore di finire nuovamente nel mirino dei raid, mantenendo i contatti con gli alti funzionari del regime esclusivamente attraverso una lenta e complessa rete di intermediari. La difficoltà dei collegamenti è stata confermata dallo stesso presidente Pezeshkian, che in un’intervista trasmessa dalla televisione statale ha ammesso come l’interazione con Khamenei sia al momento “molto difficile”.
Nelle più alte sfere del regime teocratico si rincorrono con sempre maggiore insistenza voci sullo stato di salute del leader. “Circolano voci secondo cui si troverebbe in condizioni estremamente critiche e potrebbe morire da un momento all’altro”, ha riferito una delle fonti a IranWire, aggiungendo: “Non ci sorprenderemmo se presto venissimo a conoscenza della notizia del suo martirio”.
L’assenza di prove visive o audio alimenta la speculazione internazionale, mentre Teheran si trova a gestire una complessa transizione politica al vertice in un clima di profonda incertezza sulla reale operatività della propria Guida Suprema.