GIACARTA (INDONESIA) - Il vero avversario di Ruben Amorim non è l’afa opprimente di Giacarta, né il Chelsea che affronterà domani in amichevole. Il vero avversario è il tempo.

Che manca e che scorre veloce verso l’inizio del campionato, perché tra 16 giorni il Milan debutterà in trasferta contro il Torino, e lì i tre punti inizieranno a contare: “Oggi, nel mondo del calcio, tutti vogliono tutto e subito, ma le cose fatte bene richiedono tempo - ha spiegato Amorim in conferenza -. Nel calcio il tempo non c’è, però bisogna fare delle scelte. E la mia scelta è fare le cose giuste al momento giusto. Contro l’Inter ho visto dei miglioramenti rispetto alla gara contro il Celtic e non dimentichiamo che di fronte avevamo la formazione che è insieme da anni e che ha vinto il campionato molte volte. Credo che dal punto di vista fisico stiamo soffrendo, perché stiamo giocando in un modo diverso. Alla prima giornata di campionato saremo una squadra diversa e giocheremo con uno stile preciso. Sicuramente, però, saremo ancora lontani dalla perfezione”.

Poi, entrando nel dettaglio, ha aggiunto: “Credo che dobbiamo migliorare con il pallone e crescere soprattutto nell’uno contro uno perché, se vogliamo pressare alti, dobbiamo essere davvero forti nei duelli individuali. Questo è l’obiettivo del precampionato: preparare fisicamente i calciatori a giocare nel modo che piace a noi, unendo l’aspetto tattico, quello tecnico e le varianti necessarie per affrontare ogni partita. Non abbiamo molto tempo e non abbiamo tante partite. Per questo dobbiamo fare tutto più velocemente di quanto normalmente sarebbe necessario. Contro il Chelsea credo che soffriremo un po’ di più dal punto di vista atletico e penso che, in questo momento, sia una cosa positiva”.

Un test che gli servirà come ulteriore banco di prova, per vedere la crescita della squadra e dei singoli. E a questo proposito l’allenatore non ha fatto mistero di ciò che accadrà a breve: “La prossima settimana dovrò prendere delle decisioni: come potete vedere il gruppo è molto numeroso e siamo arrivati al momento in cui ho bisogno di raccogliere il maggior numero possibile di informazioni per fare le scelte giuste”.

Un riferimento, in particolare, ai giovani, da tenere in prima squadra o da mandare eventualmente in prestito a giocare.

Impossibile, però, non pensare anche a Leao, tra la scelta del giocatore se accettare o meno la Turchia e quella del tecnico che deve capire se ci potrà essere spazio per lui nel suo 3-4-2-1.

Dall’Asia Amorim dovrà tornare con le idee chiare, perché poi resterà soltanto un’ultima amichevole (contro il Manchester United) prima del debutto. Ma lui le regole del gioco le conosce bene (“Quando sei l’allenatore di un grande club devi aspettarti critiche al tuo lavoro e sappiamo che saremo giudicati dopo ogni incontro. È il prezzo che dobbiamo pagare per allenare un club così iconico e io lo pagherò perché sono davvero molto felice di essere qui”) e non si nasconde, mettendo anche in chiaro una volta di più gli obiettivi per la prossima stagione: “Abbiamo una rosa che può vincere ogni incontro, in qualsiasi competizione. Quindi, se andiamo passo dopo passo, possiamo fare qualcosa di importante. In Europa League dobbiamo crederci e dobbiamo voler vincere la competizione. Poi c’è la Serie A: sappiamo che affronteremo molte squadre che lavorano da tanto tempo con i loro allenatori e dunque sarà difficile, ma non posso venire qui e dire che non possiamo o che non vogliamo vincere il campionato. Quando sei in un club del livello del Milan devi puntare al titolo e proveremo a farlo, sapendo che andare in Champions League è fondamentale per tutto ciò che riguarda il nostro club. Ma fino a quando la stagione non sarà finita, il nostro obiettivo sarà vincere ogni partita alla quale prenderemo parte, in ogni competizione”.