CANBERRA – One Nation ha respinto le critiche sull’uso dei fondi del partito durante il viaggio europeo di Pauline Hanson, dopo le notizie secondo cui la leader avrebbe soggiornato in un albergo di lusso a Londra pagando oltre 800 dollari a notte.

Secondo quanto riferito da The Sydney Morning Herald, Hanson avrebbe prenotato una camera al Conrad London St James, struttura a cinque stelle, lasciandola inutilizzata per cinque notti mentre si trovava in Italia.

Il senatore Sean Bell ha dichiarato di non conoscere direttamente i dettagli delle spese, ma ha contestato le accuse rivolte al partito. “Quando andiamo all’estero, ci assicuriamo che le persone ottengano valore per il denaro speso”, ha detto ospite di News24.

La vicenda emerge mentre One Nation è sottoposto a un esame più attento dopo la rapida crescita nei sondaggi e il successo della campagna “Fire the Liar”, che in pochi mesi ha raccolto cinque milioni di dollari tramite migliaia di piccole donazioni.

Secondo il sito del partito, il denaro servirà a finanziare cartelloni pubblicitari e spot radiotelevisivi destinati a “raggiungere gli australiani ignorati da Albanese”.

Bell ha assicurato che quelle somme sono state separate dagli altri fondi e non possono essere utilizzate per scopi differenti, compresi i viaggi internazionali. “Tutto il denaro inviato per quella campagna viene usato per quella campagna”, ha affermato.

Hanson aveva già rivendicato la correttezza della trasferta europea, che ha compreso cinque notti in un resort italiano insieme alla magnate mineraria Gina Rinehart, sostenendo che i contribuenti non abbiano sostenuto alcun costo.

Il crescente consenso di One Nation ha intanto ampliato il peso del partito nel dibattito federale. La decisione del ministro dell’Immigrazione Tony Burke di cancellare all’ultimo momento un intervento al National Press Club è stata presentata dalla formazione di Hanson come una propria vittoria politica.

Burke avrebbe dovuto illustrare un nuovo approccio alle regole sull’immigrazione, nel tentativo di rispettare l’obiettivo governativo di 225mila persone per la immigrazione netta.

Bell ha accolto favorevolmente l’ingresso dei maggiori partiti nel confronto. “Sono contento che possiamo essere tutti d’accordo sul fatto che One Nation avesse ragione sulla necessità di porre fine all’immigrazione di massa”, ha dichiarato.

Secondo il senatore, la discussione non riguarda più la necessità di intervenire, ma soltanto il modo migliore per farlo.