Perth parla italiano. Lo fa già dall'aeroporto, dove stendardi e banner dedicati a Il Calcio Italiano - Only in Perth accolgono i visitatori ancora prima del ritiro bagagli. Lo fa nelle piazze, nei locali, nelle maglie rossonere e nerazzurre che colorano le strade fin dalle prime ore del mattino. E lo fa soprattutto nei sorrisi delle migliaia di persone che hanno trasformato la capitale del Western Australia in un piccolo angolo d'Italia, in occasione della settimana dedicata al gioco più bello del mondo.

Dal 5 all'11 agosto Perth ospita uno degli eventi sportivi più ambiziosi mai organizzati nello Stato: una celebrazione del calcio italiano che porta in Australia quattro protagoniste della Serie A e, insieme a loro, una tradizione sportiva che per gli italiani è più di una semplice competizione. È passione, radici e condivisione.

Il primo grande appuntamento è il derby di Milano tra Milan e Inter, disputato all'Optus Stadium davanti a decine di migliaia di spettatori. Ma ridurre tutto a novanta minuti sarebbe un errore. Perché il vero spettacolo inizia molto prima del fischio d'inizio.

Qualche ora prima della partita, infatti, l'area esterna dello stadio si trasforma nel Villaggio Italiano. È un'esplosione di colori, musica e profumi che racconta il volto più autentico della comunità italiana del Western Australia. Tra stand gastronomici, associazioni storiche e spettacoli dal vivo, migliaia di persone passeggiano con una pizza in mano, un cannolo appena riempito o un espresso fumante, mentre dalle casse risuonano i tormentoni estivi del Belpaese.

È una fotografia vivente di quella comunità arrivata soprattutto a Fremantle oltre mezzo secolo fa, che oggi continua a custodire lingua, tradizioni e senso di appartenenza, aprendole con orgoglio a tutta l'Australia.

Tra gli stand, lo Swan Italian Sporting Club, affiliato allo Swan United Soccer Club, lavora senza sosta.

“Oggi è una giornata frenetica, ma bellissima - raccontano i volontari -. È un modo speciale per celebrare Perth e mostrare il lato italiano della città che spesso molti non hanno occasione di conoscere”.

Dietro ai fornelli, le mani esperte preparano centinaia di zeppole.

“Fanno parte della nostra tradizione da tantissimi anni. Tutti i nonni che oggi sono qui ad aiutare amano cucinare e dare da mangiare alle persone. È proprio questo lo spirito con cui facciamo tutto”.

Poco distante, il sorriso di Maria Radici racconta quasi un secolo di storia dell'emigrazione italiana.

Originaria della Sicilia, rappresenta il Western Australian Club, una delle istituzioni più longeve della comunità italiana.

“Il nostro club esiste da novant'anni - racconta con orgoglio-. Mio marito ne è stato presidente per trent'anni”. Davanti allo stand i cannoli vanno letteralmente a ruba.

“Tutti amano i cannoli. Tutti amano il cibo italiano” dice sorridendo, confermando che il club resterà protagonista per tutta la settimana del festival.

L'atmosfera di festa viene sottolineata anche dagli interventi delle autorità, che ribadiscono come il calcio rappresenti molto più di un semplice evento sportivo.

Il Premier del Western Australia, Roger Cook, definisce il derby “un'opportunità straordinaria per mettere il Western Australia sulla mappa delle grandi destinazioni internazionali”, spiegando che Perth vuole diventare un punto di riferimento per gli eventi sportivi e turistici dell'area Asia-Pacifico.

“Essere qui davanti a uno stadio pieno di bambini, famiglie, turisti e appassionati di calcio è davvero entusiasmante – afferma-. Non vediamo l'ora di celebrare questo grande festival del calcio italiano”.

Gli fa eco la Vice Premier Rita Saffioti, che ringrazia i tanti tifosi arrivati da tutta l'Australia.

“Ospitare un derby tra i due grandi club di Milano è qualcosa di davvero straordinario. Abbiamo incontrato persone provenienti da Sydney, Melbourne e Perth, accomunate dalla stessa passione. È motivo di grande orgoglio”.

Casa Milan: il cuore rossonero batte a Perth

Mentre il Villaggio continua ad animarsi, poco distante prende vita Casa Milan.

Bandiere, cori, fumogeni, maglie storiche e tantissimi bambini trasformano il punto di ritrovo rossonero in una piccola Curva Sud.

Da qui partirà la tradizionale marcia dei tifosi verso l'Optus Stadium.

Ad accendere ulteriormente l'entusiasmo sono due volti che hanno scritto pagine importanti della storia milanista: Christian Panucci e Serginho.

Foto, autografi e decine di selfie si susseguono senza sosta.

“È la terza volta che veniamo qui - racconta Serginho ai nostri microfoni -. Ogni volta è una gioia. I tifosi australiani sono davvero appassionati. È una sorpresa ogni anno vedere così tanto affetto”.

Anche Panucci si concede con disponibilità ai tantissimi sostenitori, confermando quanto il legame tra il Milan e l'Australia continui a rafforzarsi stagione dopo stagione.

Per Taylor Battistella, presidente del Milan Club Australia, ormai non ci sono più dubbi.

“È il terzo anno che veniamo qui. Abbiamo fatto la storia in questa città e ormai Perth è quasi casa per noi”.

L'altra metà di Milano

Dall'altra parte della città, alla Print Hall, è invece il popolo nerazzurro ad abbracciare i propri beniamini.

Javier Zanetti e Christian Vieri vengono accolti da lunghissime file di tifosi in attesa di una fotografia o di un autografo prima di dirigersi verso lo stadio.

Tra loro c'è Gina, arrivata appositamente da Sydney. Originaria di Siderno, in Calabria, racconta di aver volato insieme alla famiglia esclusivamente per assistere al derby.

“Per noi è un evento importantissimo”. Accanto a lei un altro familiare sorride. “Noi siamo arrivati dal Queensland”. Il motivo del viaggio va ben oltre il calcio. “Mio padre deve ancora arrivare in treno. Per lui questa è una festa di compleanno per i suoi settant'anni. Era il suo sogno”.

Storie che raccontano meglio di qualsiasi statistica cosa rappresentino Milan e Inter per migliaia di famiglie italiane emigrate in Australia.

Una passione che attraversa le generazioni

Anche tra i tifosi rossoneri non mancano racconti che emozionano.

Trajche Velkov, originario della Macedonia, non ha dubbi.

“Sono qui per sostenere il club più grande del mondo”.

La sua passione nasce in famiglia.

“Mio padre, mio nonno, mia nonna... tutti hanno sempre tifato Milan. È una tradizione che si tramanda di generazione in generazione”.

Sul pronostico sorride. “Non esiste un derby amichevole. Un derby si deve vincere”.

Pochi metri più in là c'è anche la famiglia Di Fede, arrivata da Melbourne.

Franco Di Fede segue il Milan da sessant'anni.

“Questo è il nostro terzo viaggio in tre anni per seguire la squadra. Non avevo mai visto un derby dal vivo. Sarà un'esperienza incredibile”.

Il pronostico è ottimistico. “Milan 3-1”.

Emozione, rispetto e novanta minuti di spettacolo

Quando le squadre fanno il loro ingresso sul terreno dell'Optus Stadium, l'impatto visivo è straordinario.

Prima la musica lirica rende omaggio alle radici culturali italiane.

Poi risuonano gli inni nazionali di Australia e Italia.

Infine cala improvvisamente il silenzio.

Un minuto intenso, accompagnato da un lungo applauso, ricorda Franco Baresi, storico capitano e leggenda del Milan, scomparso pochi giorni prima. Un momento composto, partecipato, che unisce idealmente tifosi di entrambe le squadre nel rispetto di una figura simbolo del calcio italiano.

Subito dopo il cielo si illumina con uno spettacolo di fuochi d'artificio che anticipa la partita.

In campo il derby della Madonnina mantiene le promesse.

L'Inter rompe l'equilibrio con Federico Dimarco, ma il Milan reagisce con carattere e trova il pareggio grazie al calcio di rigore trasformato da Christopher Nkunku.

Finisce 1-1, risultato che conta relativamente in piena estate (italiana), ma che non toglie intensità a una partita giocata davanti a un pubblico coinvolto dall'inizio alla fine.

La sorpresa più bella, però, arriva quando lo stadio ormai si svuota.

Camminando insieme alle migliaia di tifosi verso il centro città, lo sguardo viene catturato da uno spettacolo inatteso. Perth si è vestita d'Italia.

Ponti, edifici, monumenti e facciate si illuminano contemporaneamente di verde, bianco e rosso, trasformando lo skyline della città in un gigantesco omaggio al nostro Paese. Il tricolore accompagna il ritorno verso la CBD, riflettendosi sulle acque dello Swan River e creando un'atmosfera quasi irreale.

Per qualche ora la distanza geografica sembra annullarsi. L'Australia e l'Italia appaiono più vicine che mai.

Ed è forse proprio questa l'immagine che meglio racconta il senso di una manifestazione destinata a lasciare il segno: un grande evento calcistico, un incontro tra culture, generazioni e comunità, capace di trasformare una partita di calcio in qualcosa di molto più grande. Questa è anche la magia dello sport: abbattere le distanze e unire persone diverse sotto il segno di una stessa, autentica passione.