MELBOURNE – L’ente anticorruzione del Victoria ha rilevato “condotte serie e preoccupanti” da parte di esponenti di alto livello del governo, parlamentari e funzionari pubblici durante la controversa vertenza salariale con il sindacato dei Vigili del fuoco. Tuttavia, la Independent Broad-based Anti-corruption Commission (IBAC) non ha riscontrato elementi sufficienti per formulare accuse di corruzione.

Nel rapporto finale dell’indagine, denominata Operation Richmond, l’IBAC ha affermato che il comportamento di alcuni dirigenti pubblici e membri dell’esecutivo statale ha violato procedure, codici di condotta e prassi consolidate, creando un ambiente in cui aumentava il rischio di interferenze improprie.

Al centro dell’inchiesta vi sono i negoziati riservati tra il governo dell’allora premier Daniel Andrews e il segretario della United Firefighters Union (UFU), Peter Marshall, per raggiungere un accordo collettivo sul lavoro dei Vigili del fuoco. Secondo l’IBAC, alcuni membri del governo avrebbero trattato direttamente con Marshall senza il coinvolgimento del ministro competente, delle agenzie interessate e dei dipartimenti responsabili.

“Così facendo, il governo si è trovato in una posizione in cui Marshall era in grado di esercitare un’influenza straordinaria sui negoziati”, si legge nel rapporto.

L’indagine ha inoltre evidenziato che Marshall ottenne un accesso privilegiato a figure di vertice dell’amministrazione e che la natura riservata delle trattative impedì un adeguato controllo sul processo decisionale.

Peter Marshall ha respinto le conclusioni dell’IBAC e ha chiesto un’indagine sul comportamento dello stesso organismo anticorruzione. Il leader sindacale ha sottolineato che, dopo otto anni di indagini e circa otto milioni di dollari di denaro pubblico spesi secondo le sue stime, non è emersa alcuna contestazione per corruzione.

“È stata una ricerca di un caso che non è mai esistito”, ha dichiarato Marshall, criticando anche i metodi investigativi utilizzati, comprese attività di sorveglianza che ha definito “estreme”.

Marshall ha comunque difeso il proprio operato, sostenendo di non avere nulla da rimproverarsi nella difesa degli interessi dei membri dell’UFU.

L’attuale premier del Victoria, Ben Carroll, intervenuto mentre il rapporto veniva presentato al Parlamento statale, ha dichiarato di non aver ancora letto il documento nella sua interezza, ma di accettarne tutte le raccomandazioni.

Carroll ha definito i comportamenti descritti dall’IBAC “inaccettabili” e ha promesso interventi per rafforzare gli standard di integrità del governo, prendendo però le distanze dalle vicende esaminate.

“Questo è un rapporto che ha richiesto dieci anni di lavoro. Io non ero nel governo quando sono iniziati tutti questi eventi”, ha affermato.
Tra le raccomandazioni dell’IBAC figurano l’introduzione di una dichiarazione dei valori per i ministri, la pubblicazione di un manuale ministeriale sull’integrità e l’aggiornamento della formazione per ministri e funzionari sui rapporti con gruppi di interesse e attività di lobbying.

L’inchiesta ha esaminato le accuse relative alla lunga disputa tra il governo Andrews, la Country Fire Authority (CFA) e il sindacato dei Vigili del fuoco, oltre alle successive controversie legate alla Metropolitan Fire Brigade (MFB) e alla creazione di Fire Rescue Victoria.

Secondo l’IBAC, l’ex premier Daniel Andrews autorizzò l’allora ministro speciale di Stato Gavin Jennings a negoziare direttamente con l’UFU sull’accordo della CFA senza informare altri soggetti coinvolti, tra cui l’allora ministra per i Servizi di emergenza Jane Garrett e il resto del governo.

Jennings e l’allora vice segretario del dipartimento del Premier e del Gabinetto, Tony Bates, incontrarono segretamente il sindacato per quattro giorni in sale riunioni private e hotel, raggiungendo un’intesa che portò il governo a modificare la propria posizione. “Stretta di mano avvenuta, è fatta!”, scrisse Jennings ad Andrews in un messaggio dell’epoca.

L’IBAC ha concluso che Andrews, Jennings e Bates agirono in contrasto con procedure governative, convenzioni istituzionali e codici di condotta, pur senza arrivare a stabilire un comportamento corruttivo.

La vertenza con i Vigili del fuoco rappresentò una delle principali sfide politiche del governo Andrews e contribuì alla perdita dell’incarico ministeriale da parte di Jane Garrett, che si oppose all’accordo.

L’IBAC ha stabilito che Garrett fu esclusa dal processo decisionale prima di dimettersi dal governo. L’ex ministra è morta nel 2022.
L’indagine ha inoltre rilevato che Marshall continuò a esercitare pressioni durante le trattative con la Metropolitan Fire Brigade e che un membro del consiglio della MFB, Greg Sword, avrebbe condiviso informazioni riservate con il segretario dell’UFU violando i propri obblighi professionali.

Secondo l’IBAC, Marshall ricevette anche un accesso particolarmente privilegiato all’allora ministra per i Servizi di emergenza Lisa Neville, creando “opportunità di corruzione”, sebbene l’organismo non abbia stabilito se tale influenza abbia effettivamente prodotto risultati.

Matthew Guy, che è stato leader dell’opposizione nel Victoria dal 2014 al 2018, quindi proprio gli anni cruciali di questa vicenda, e ancora dal 2021 al 2022, è stato recentemente ospite di Rete Italia e commentando il rapporto dell’IBAC, ha detto: “L’ex premier, ovviamente, ha molte domande a cui rispondere. Ci sono ancora molte domande a cui bisogna dare risposta, anche da parte dell’attuale premier, Ben Carroll, che all’epoca dei fatti era ministro, quando tutte queste questioni furono sottoposte al Consiglio dei ministri.

Non ci si può semplicemente lavare le mani della vicenda sostenendo di non essere stati premier in quel momento. Si tratta comunque del suo governo. E, se vogliamo spingerci oltre, è proprio per questo che abbiamo i problemi legati al Big Build. È probabilmente anche per questo che il Big Build ha comportato perdite economiche: ad alcune persone è stato permesso di farla franca con comportamenti che normalmente non sarebbero stati tollerati.

La Commissione anticorruzione afferma molto chiaramente che il sindacato esercitava un’influenza indebita non solo sui vertici del governo, ma sul livello più alto in assoluto, cioè il Premier. Parlavano con il Premier alle quattro del mattino di queste questioni. E la Commissione sostiene che il risultato diretto di tutte queste conversazioni è stato che la Country Fire Authority (CFA) è stata fortemente penalizzata, a vantaggio, prevedibilmente, del personale dei Vigili del fuoco retribuiti, iscritti al sindacato”.

Avviata nel 2018 e conclusa nel 2022, l’Operation Richmond è stata pubblicata solo dopo anni di battaglie legali promosse dal sindacato dei Vigili del fuoco.