PERTH - I pareggi contro Manchester City e Milan, la sfida contro la Juventus domani a Perth, gli allenamenti e i trasferimenti. Fa tutto parte del precampionato.

Un po’ meno, invece, constatare le enormi difficoltà dell’Inter sul mercato, tra colpi ormai sfumati (Palestra e Khalaili, se pur per ragioni diverse) e altri quasi (Romero, a un passo dall’Atletico Madrid), non proprio ciò che ci si aspettava dalla squadra che ha incassato più soldi dall’ultima stagione e che si pensava potesse centrare facilmente quei pochi ritocchi necessari a completare la rosa dopo gli addii di Dumfries, Acerbi, De Vrij e Darmian. E invece no, i volti nuovi sono quelli di Provedel e Stones, oltre a Stankovic, ricomprato dal Club Brugge.

Chivu cerca di non pensarci, concentrato com’è sulla sfida contro la Juventus, ma la sua apparente tranquillità si scontra con quelle che sono necessità importanti: “Noi siamo sereni dall’inizio, consapevoli del valore della rosa e di cosa abbiamo bisogno - ha provato a minimizzare l’allenatore -. C’è bisogno di alzare il livello, di giocatori che sanno stare in un gruppo coeso e che ha fatto grandissime cose. Faremo del nostro meglio per completare il puzzle che non è ancora al completo. Se ci siamo dati dei tempi? No, il mercato è lungo e sappiamo che c’è bisogno di pazienza in determinate situazioni, soprattutto quando alcune scelte non sono andate come volevamo. Stiamo lavorando su quello che vogliamo fare, su quello che ci permette di alzare il livello, che ci dà qualità e un certo tipo di esperienza. Bisogna solo aver pazienza e lasciare fare ai nostri direttori quello che gli spetta”.

E allora meglio consolarsi sulle note positive della tournée asiatica (“La cosa più importante è aver avuto pochi problemi dal punto di vista fisico”), in attesa di avere ulteriori risposte dalla gara contro la Juventus: “Abbiamo bisogno di minuti, questa è la cosa più importante - ha spiegato Chivu -. La cosa migliore che posso fare è dare minuti a tutti. Non ho una formazione tipo, non esiste un undici iniziale sulla carta per me, ma solo la squadra migliore in base al momento, agli avversari e a quante partite giochiamo in una settimana. Il mio lavoro è coinvolgere tutti, allenare tutti nello stesso modo perché siano pronti quando chiamati in causa”.

Tra poco sarà di nuovo campionato e la caccia all’Inter favorita ripartirà: “Non ho fatto ancora la conta, ma sono sempre le solite quelle che vogliono dare filo da torcere ai campioni in carica. L’Inter è la squadra da battere. Domani è sempre un’amichevole, una partita di preparazione in cui vedere il livello di condizione e qualche principio trasmesso, consapevoli che le gambe non sono brillanti e non girano a pieno regime”.

Accanto a lui uno dei pochi volti nuovi, Ivan Provedel: “Per me l’Inter è una specie di sogno che si realizza - ha detto il portiere -. Quando ero piccolo ero tifoso nerazzurro, quindi indossare questa maglia mi fa tornare un po’ bambino, alimentando i ricordi dell’infanzia. Quanto al ruolo da interpretare, io sono a disposizione dell’allenatore che deciderà se e quando farmi giocare. La priorità per me è dimostrare in campo di meritare questa squadra. In questo mese, conoscendo i compagni e lo staff, ho capito perché l’Inter abbia vinto tanto: c’è una qualità incredibile”. Che Chivu, però, vorrebbe aumentata. Lo sa e lo dice. A modo suo, senza alzare i toni, ma lo dice eccome.