WASHINGTON – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di estendere la tregua con l’Iran in attesa di una proposta formale da parte di Teheran, mantenendo aperta la porta ai negoziati ma senza allentare la pressione militare.

L’annuncio è stato diffuso tramite un messaggio pubblicato su Truth Social, in cui il presidente ha spiegato di aver accolto una richiesta del Pakistan, impegnato nel ruolo di mediatore.

Trump ha chiarito che le operazioni militari restano sospese, ma il blocco navale contro l’Iran rimane in vigore. “Ho ordinato alle nostre forze di mantenere la prontezza operativa e di estendere il cessate il fuoco fino alla presentazione di una proposta unitaria iraniana e alla conclusione delle discussioni”, ha scritto.

La decisione viene presa in un momento di forte incertezza. Le autorità iraniane non hanno ancora confermato la partecipazione ai colloqui previsti a Islamabad, nonostante gli sforzi diplomatici in corso. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha accusato gli Stati Uniti di comportamenti contraddittori, citando l’abbordaggio recente di una petroliera iraniana come prova della mancanza di volontà negoziale.

L’operazione navale, condotta senza incidenti secondo il Pentagono, ha riguardato una nave carica di circa due milioni di barili di greggio, diretta verso Singapore. Teheran ha definito l’azione “pirateria” e “terrorismo di Stato”, ribadendo che episodi simili minano la fiducia necessaria per avviare un dialogo credibile.

Anche sul piano politico interno iraniano prevale la cautela. La portavoce del governo Fatemeh Mohajerani ha dichiarato che il Paese non cerca nuove escalation, ma ha avvertito che eventuali attacchi riceveranno una risposta più dura. Parallelamente, il capo negoziatore Mohammad Baqer Qalibaf ha ribadito che l’Iran non accetterà negoziati sotto pressione.

Nel frattempo, gli Stati Uniti continuano a prepararsi a un possibile confronto diplomatico. Il vicepresidente JD Vance, indicato come capo della delegazione americana, non è ancora partito per Islamabad e partecipa a riunioni a Washington, segno che il calendario dei colloqui resta in uno stato di attesa.

Il Pakistan, che ospiterà l’incontro, ha già predisposto imponenti misure di sicurezza, con circa 20mila agenti dispiegati nella capitale. Tuttavia, senza una decisione chiara da parte di Teheran, il rischio è che la finestra diplomatica cominci rapidamente a richiudersi.

La tregua, inizialmente prevista per due settimane, resta quindi sospesa tra diplomazia e tensioni, con il rischio concreto di una ripresa del conflitto.