INTER - 3

COMO - 2

INTER (3-5-2): J. Martinez 7; Akanji 6, Acerbi 5 (29’ st Bisseck sv), Carlos Augusto 5.5; Luis Henrique 5.5 (39’ st Dumfries sv), Barella 6.5, Calhanoglu 8, Zielinski 5 (15’ st Sucic 7.5), Dimarco 5 (15’ st Diouf 6.5); Thuram 6.5, Bonny 5 (29’ st Esposito sv).

All. Chivu 7.5

COMO (3-4-2-1): Butez 6; Ramon 5.5, Diego Carlos 6.5 (46’ st Morata sv), Kempf 5.5; Van Der Brempt 7 (35’ st Smolcic sv), Perrone 6, Da Cunha 7.5 (25’ st Caqueret 5.5), Valle 6; Nico Paz 5.5, Baturina 7.5 (35’ st Rodriguez sv); Douvikas 6.5 (25’ st Diao 5.5).

All. Fabregas 5.5

ARBITRO: Sozza di Seregno 6

RETI: 32’ pt Baturina; 3’ st Da Cunha, 24’ e 41’ st Calhanoglu, 44’ st Sucic

NOTE: ammonito Perrone; angoli 9-7, recupero 1’ e 6’

MILANO - Emozioni a non finire nella semifinale di ritorno tra Inter e Como, con i nerazzurri che portano a casa la qualificazione in rimonta grazie al 3-2 maturato nel finale di partita. Sono una doppietta di Calhanoglu e una rete di Sucic a ribaltare i gol lariani firmati da Baturina e Da Cunha e a mandare in paradiso gli uomini di Chivu, che ora sognano la doppietta scudetto-Coppa Italia.

Gli ospiti partono forte e all’8’ è Martinez, con un grande riflesso, a negare la gioia del gol a Baturina. Dall’angolo seguente, Kempf arriva di testa sul pallone e centra in pieno la traversa. Al 32’, il match si sblocca. Van Der Brempt salta secco Dimarco sulla destra e mette un invitante pallone a rimorchio all’altezza del dischetto, sul quale si avventa Baturina che trafigge Martinez di destro, aiutato anche dalla deviazione del palo. I padroni di casa sfiorano il pari al 37’, quando Perrone respinge sulla linea di porta un colpo di testa di Thuram, arrivato in seguito a un calcio d’angolo battuto da Dimarco.

Allo scadere, Martinez deve mettere i guantoni su un mancino dalla distanza di Da Cunha che viene deviato in corner. È l’ultima occasione di una vivace prima frazione.

In avvio di ripresa, dopo appena 3’, arriva il raddoppio. Zielinski sbaglia un passaggio e Nico Paz lancia in verticale Da Cunha, il quale entra in area dalla destra e piazza un mancino nell’angolino lontano sul quale Martinez non può arrivare. Calhanoglu prova a prendere per mano i suoi e al 12’ ci prova con un destro da fuori, sul quale però Butez è attento e blocca in tuffo. Il turco gioca da leader e al 24’ trova il gol che riapre i conti. Il suo destro dal limite, deviato dal tacco di Ramon, inganna Butez e vale il 2-1.

Sessanta secondi dopo, Acerbi manca un intervento in difesa e spiana la strada al neo entrato Diao, il quale si presenta a tu per tu con Martinez ma lo grazia vanificando un’enorme opportunità. Quando la partita sembra volgere al termine, è ancora Calhanoglu a prendere per mano i suoi e a firmare il 2-2, al 41’. Sucic, entrato da poco, pennella un cross perfetto dalla sinistra e il turco s’inserisce bene, insaccando di testa. La rimonta si completa al 44’, quando il solito Calhanoglu appoggia la palla in area per Sucic, che si aggiusta la sfera sul destro e trova l’angolo lontano per il 3-2 che fa esplodere San Siro.

Nel finale, il Como tenta l’assalto alla porta avversaria ma senza successo. Al fischio finale, scatta la festa in casa Inter per il trionfo e per l’accesso alla finale di Coppa Italia, dove attende una tra Atalanta e Lazio, che si sfideranno a Bergamo dopo il 2-2 dell’Olimpico.

“Stiamo lavorando bene da inizio stagione. Chi viene chiamato in causa lo fa vedere. I subentrati ci hanno dato una grossa mano e sono stati decisivi. Il gruppo ha questa voglia pazzesca di essere competitivo fino in fondo”. Queste le parole di Christian Chivu. “Ci siamo guadagnati con il lavoro questa situazione. Ci permette di sognare e raggiungere gli obiettivi campionato e Coppa Italia - aggiunge il tecnico rumeno -. Eravamo consapevoli di quello che sta facendo vedere il Como. Siamo stati in grado di segnare tanti gol contro di loro. I ragazzi hanno il dna Inter dentro. Solo la ‘pazza Inter’ può rimontare il Como due volte in dieci giorni. Dumfries aveva un problema fisico al tendine e non l’ho messo dall’inizio. Nel finale però mi ha dato disponibilità e l’ho messo dentro. Questi giocatori sentono la responsabilità. Diouf è entrato bene sia a destra che a sinistra. Li abbiamo messi in difficoltà sulle fasce. Accostamento con Mourinho? Non mi piacciono i titoli. Sto cercando di fare il mio lavoro al meglio - conclude Chivu - ho un gruppo di ragazzi meravigliosi”.

“Questo percorso è iniziato due anni e mezzo fa. Stiamo facendo una buona stagione, siamo andati vicini a battere l’Inter due volte. Capisco bene chi siamo e da dove arriviamo. I ragazzi hanno fatto una grande prestazione. C’è grande orgoglio per quello che hanno dimostrato. Manca ancora qualcosa ma si sapeva. Abbiamo affrontato una squadra di veterani che gioca insieme da tanti anni e che vincerà lo scudetto. Sucic e Diouf hanno fatto la differenza dalla panchina. Ogni volta, noi siamo sempre più vicini”. Così Cesc Fabregas.

“Due anni fa, aprivo il cancello di Mozzate alle 6 del mattino e non c’erano campi in cui giocare - aggiunge il tecnico catalano -. ora siamo qui. Klopp ha perso le prime sette finali giocate ed è uno dei migliori allenatori della storia. Noi siamo il Como e ci stiamo avvicinando piano piano. Manca qualcosa, ma sono orgoglioso della squadra. L’Inter ha tutti giocatori titolari al prossimo Mondiale. Non sono arrabbiato. Mancano cinque partite di campionato e sono tante. I cambi dell’Inter hanno fatto la differenza, noi eravamo un po’ corti. Qualitativamente abbiamo fatto una grandissima prestazione - conclude Fabregas - possiamo migliorare in tante cose e crescere insieme”.