PARIGI (FRANCIA) - Mirra Andreeva continua a bruciare le tappe e conquista il primo titolo Slam della sua carriera. A soli 19 anni, la tennista russa ha trionfato al Roland Garros battendo in finale la sorprendente polacca Maja Chwalinska con il punteggio di 6-3 6-2, al termine di una sfida dominata in un’ora e 23 minuti.
Sulla stessa terra rossa parigina che due anni fa l’aveva vista conquistare la medaglia d’argento olimpica nel doppio insieme a Diana Shnaider, arrendendosi soltanto alla coppia azzurra formata da Sara Errani e Jasmine Paolini, Andreeva completa il suo percorso di crescita entrando definitivamente nell’élite del tennis mondiale.
La giovane russa, già semifinalista a Parigi nel 2024, ha confermato tutte le aspettative della vigilia imponendo il proprio ritmo contro una Chwalinska comunque protagonista di un torneo straordinario. La polacca, numero 114 del ranking mondiale, era approdata al tabellone principale attraverso le qualificazioni e ha saputo spingersi fino all’ultimo atto del torneo, firmando una delle favole più belle di questa edizione.
Per Andreeva il successo vale il sesto titolo Wta della carriera e la consacrazione definitiva tra le grandi del circuito. Grazie al trionfo parigino, la russa sale fino alle soglie della top five mondiale e balza al comando della Race verso le Wta Finals, superando anche la numero uno del mondo Aryna Sabalenka.
I numeri certificano la portata dell’impresa: con i suoi 19 anni, un mese e otto giorni, Andreeva diventa la quarta più giovane vincitrice del Roland Garros nell’era Open. Prima di lei ci erano riuscite soltanto Monica Seles, Arantxa Sánchez Vicario e Steffi Graf.
Archiviata la finale femminile, l’attenzione si sposta ora sull’ultimo atto del torneo maschile, che vedrà protagonista Flavio Cobolli contro Alexander Zverev. Per il tedesco sarà un’altra occasione per inseguire quel primo titolo Slam sfuggito nelle finali disputate agli Australian Open, al Roland Garros e agli US Open. Per l’azzurro, invece, si tratta dell’appuntamento più importante della carriera.
Cobolli è soltanto il terzo giocatore nato dal 2000 in poi a raggiungere una finale Slam dopo Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, oltre a essere il primo tennista nato nel 2002 a riuscirci. Nei precedenti il bilancio sorride a Zverev, avanti 3-1 e vincitore dell’ultimo confronto a Madrid, anche se poche settimane fa l’italiano era riuscito a batterlo sulla terra rossa di Monaco.
I pronostici continuano a indicare il tedesco come favorito, ma il peso delle occasioni mancate potrebbe rappresentare un fattore. Cobolli, chiamato a raccogliere il testimone del tennis italiano in una finale Slam, proverà a scrivere una pagina storica proprio sul campo che ancora manca nel palmarès del connazionale Sinner.
Nel doppio maschile, infine, il titolo è andato a Marcel Granollers e Horacio Zeballos. La coppia formata dallo spagnolo e dall’argentino, teste di serie numero uno del torneo, ha superato in finale il finlandese Harri Heliovaara e il britannico Henry Patten con il punteggio di 6-4 6-2.