TEL AVIV - Nuovo, durissimo colpo ai vertici di Hamas. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz e il primo ministro Benjamin Netanyahu hanno confermato ufficialmente l’uccisione di Mohammed Odeh, il neonominato comandante supremo delle Brigate Ezzedine Al-Qassam, l’ala militare dell’organizzazione.
Odeh è stato localizzato e preso di mira durante un’operazione d’intelligence congiunta tra le Forze di Difesa Israeliane (Idf) e lo Shin Bet nel quartiere di Rimal, a Gaza City. L’Idf ha diffuso il filmato del raid aereo: una complessa operazione sferrata da caccia da combattimento che hanno lanciato tre missili contro l’appartamento in cui si nascondeva il leader e, venti minuti dopo, da un elicottero d’attacco che ha colpito un secondo rifugio a poche centinaia di metri di distanza. Fonti ospedaliere dello Shifa hanno riferito che il bilancio totale dell’attacco è di sei morti (tra cui la moglie e i figli di Odeh secondo i media palestinesi) mentre un altro comandante sul campo dell’apparato di intelligence delle Brigate Al-Qassam è rimasto gravemente ferito.
Con la morte di Odeh, che il governo israeliano indica come il capo dell’intelligence di Hamas durante i massacri del 7 ottobre, sale a quindici il numero degli alti ufficiali del braccio armato eliminati dall’inizio del conflitto. Odeh aveva assunto il comando delle milizie solo all’inizio di maggio, subentrando a Ezzedine Al-Haddad, anch’esso ucciso in un raid mirato.
Commentando il successo dell’operazione su X, il ministro Katz ha usato toni durissimi, affermando che il leader terrorista è stato “mandato a incontrare i suoi complici negli abissi dell’inferno”. Katz ha poi ribadito il giuramento solenne dell’esecutivo: eliminare sistematicamente chiunque abbia pianificato o guidato i massacri del 7 ottobre, definendo gli esponenti di Hamas ancora in vita come “uomini morti che camminano, ovunque si trovino”.
In parallelo alle operazioni mirate contro i vertici di Hamas, il ministro Katz ha colto l’occasione per rilanciare un controverso dossier politico: il piano governativo per l’evacuazione della popolazione civile della Striscia, rimasto congelato negli ultimi mesi a causa dell’intensità dei combattimenti terrestri e del temporaneo regime di cessate il fuoco. “Anche il piano di emigrazione volontaria da Gaza sarà attuato, nei tempi previsti e nel modo corretto”, ha scritto categoricamente il ministro su X, confermando l’intenzione di Tel Aviv di procedere con il progetto strategico elaborato all’inizio del 2025 per ridefinire gli equilibri demografici e di sicurezza dell’area.