MADRID - Trasformare l’eccellenza scientifica in imprese competitive, capaci di crescere e affermarsi sui mercati internazionali: è questa una delle principali sfide per il settore delle scienze della vita in Europa. Una sfida che accomuna Italia e Spagna e che i due Paesi puntano ad affrontare rafforzando la cooperazione e l’accesso ai capitali. Il tema è stato al centro dell’incontro The Italian and Spanish Innovation Ecosystems, ospitato ieri sera dal Consolato generale d’Italia a Madrid, con la partecipazione di investitori, startup, ricercatori e rappresentanti dell’industria farmaceutica.

All’evento, svoltosi nei giorni scorsi, hanno partecipato rappresentanti di fondi di venture capital, startup, ricercatori e aziende farmaceutiche. I lavori hanno approfondito le opportunità di sviluppo di un settore in forte espansione in entrambi i Paesi, nonostante le sfide legate al finanziamento e al consolidamento delle imprese. Tra gli interventi anche quello di Carme Artigas, copresidente del Consiglio consultivo globale delle Nazioni Unite sull’intelligenza artificiale.

A testimoniare il potenziale dell’ecosistema italiano sono state quattro startup emergenti, che hanno presentato i propri progetti a investitori e operatori del settore, offrendo un quadro delle competenze e delle capacità innovative sviluppate in Italia.

Nel suo saluto ai partecipanti, l’ambasciatore d’Italia in Spagna, Giuseppe Buccino Grimaldi, ha richiamato la solidità dei rapporti economici tra i due Paesi, caratterizzati da un interscambio commerciale che supera i 70 miliardi di euro annui. In questo contesto, i prodotti farmaceutici e chimici rappresentano una componente significativa, con il comparto farmaceutico che da solo costituisce il 10,8% delle esportazioni italiane.

Italia e Spagna condividono, inoltre, caratteristiche che possono favorire una collaborazione più stretta nel settore delle scienze della vita: una ricerca universitaria consolidata, istituzioni sanitarie specializzate e centri di eccellenza scientifica e industriale. Una base comune che, secondo l’ambasciatore, può tradursi in nuove opportunità di sviluppo e in una maggiore capacità competitiva a livello europeo.

Resta tuttavia aperta la questione delle risorse necessarie per sostenere la crescita delle imprese. Nonostante la qualità della ricerca da cui spesso nascono, le aziende innovative italiane e spagnole incontrano difficoltà nel reperire capitali sufficienti per le fasi di espansione e consolidamento. I fondi nazionali, infatti, non sempre dispongono delle risorse necessarie a finanziare il passaggio dalla fase iniziale allo sviluppo su larga scala.

È proprio su questo terreno che la collaborazione tra i due Paesi potrebbe assumere un ruolo strategico, contribuendo a costruire una posizione comune nel dibattito europeo. Tra le priorità indicate figura la concretizzazione dell’European Biotech Act, il piano europeo volto a rendere più rapido, meno costoso e più sicuro lo sviluppo di nuovi farmaci e tecnologie mediche.