CANBERRA – Le valutazioni per l’accesso all’assistenza agli anziani dovrebbero poter essere modificate da personale qualificato quando l’algoritmo produce risultati errati o inadeguati, secondo un rapporto dell’Ombudsman federale.

Il sistema automatizzato è stato introdotto a novembre nell’ambito delle riforme federali dell’assistenza alla terza età e viene utilizzato per determinare il livello di sostegno necessario a chi riceve assistenza a domicilio anziché entrare in una struttura residenziale.

Da allora sono aumentate le contestazioni, in particolare per l’impossibilità degli operatori di modificare il risultato prodotto dall’algoritmo dopo una valutazione.

L’Ombudsman Iain Anderson ha affermato che sono emersi seri interrogativi sull’adeguatezza delle decisioni e sulla correttezza complessiva del sistema.

“L’algoritmo e il relativo quadro decisionale non hanno semplicemente il potenziale di minare la fiducia del pubblico - ha dichiarato -. A mio avviso, una persona ragionevole non avrebbe fiducia nel fatto che il sistema sia effettivamente equo e coerente”.

Anderson ha inoltre criticato il Dipartimento della Sanità, sostenendo che non avesse compreso pienamente alcuni elementi fondamentali del quadro giuridico creato per disciplinare le valutazioni.

Il rapporto definisce “irragionevole” l’introduzione del sistema e formula dieci raccomandazioni, tra cui una modifica legislativa che permetta agli addetti alle valutazioni di scavalcare il responso dell’algoritmo quando risulta sbagliato.

Circa l’85 per cento degli australiani anziani che accedono ai servizi di assistenza alla terza età, pari a circa 1,1 milioni di persone, utilizza programmi di assistenza domiciliare.

Il ministro della Sanità Mark Butler e il ministro per l’Aged Care Sam Rae hanno annunciato una revisione indipendente delle procedure di valutazione, i cui risultati dovrebbero essere pubblicati nella prima metà del 2027.

“Gli australiani anziani meritano un sistema di assistenza che funzioni per loro e per i loro cari”, hanno affermato, riconoscendo che le valutazioni “non sempre producono il risultato corretto”.

La portavoce dell’opposizione per la Sanità Anne Ruston ha invece accusato il governo di non aver imparato la lezione del robodebt, il sistema automatizzato che aveva prodotto calcoli errati sui debiti previdenziali.

“Gli australiani anziani non dovrebbero essere ridotti a un punteggio generato da un computer - ha dichiarato -. La tecnologia può aiutare una valutazione, ma non deve mai sostituire il giudizio professionale”.