“Italo è una lettera d’amore”. Sono le prime parole dell’introduzione del nuovo libro di Cristian Bonetto, Italo, un’opera che racconta, attraverso storie, personaggi e curiosità, il legame profondo e spesso poco conosciuto tra Australia e Italia. Un viaggio attraverso Melbourne, Sydney, Brisbane, Adelaide e Perth, alla scoperta di come l’italianità abbia contribuito a plasmare la cultura, l’arte, l’architettura e la gastronomia australiana fin dall’Ottocento.

Autore di oltre sessanta pubblicazioni per Lonely Planet, Bonetto costruisce un racconto ricco di dettagli, simile a una raccolta di “cicchetti” culturali da gustare per comprendere la ricchezza degli scambi tra i due Paesi. Tra le storie raccontate emerge quella di Carlo Catani, ingegnere italiano che ridisegnò il lungomare di St Kilda, trasformandolo in un elegante viale. Il libro esplora anche il fascino esercitato dall’Italia sugli artisti australiani, come Adelaide Ironside, prima pittrice australiana a studiare all’estero, che trovò ispirazione tra Roma, Perugia e Firenze.

Bonetto ricostruisce inoltre gli incontri tra l’artista Albert Tucker e il critico italiano Gino Nibbi, che nel 1953 organizzò a Roma una mostra dedicata a Tucker, mettendolo in contatto con Giorgio de Chirico. L’anno successivo, una mostra congiunta di Sidney Nolan e de Chirico contribuì a far conoscere il modernismo australiano al pubblico italiano. Tra le vicende meno note figura quella di Carlo Brentani, arrivato in Australia in catene e diventato l’artigiano che realizzò la prima coppa della Flemington Cup nel 1849.

Il volume ricorda anche personalità australiane affascinate dalla cultura italiana, tra cui Barry Humphries, Nellie Melba e l’ex primo ministro Gough Whitlam, autore di My Italian Notebook. Anche Sir Samuel Griffith, primo premier del Queensland, si appassionò alla letteratura italiana, traducendo la Divina Commedia e la Vita Nuova di Dante. Ampio spazio è riservato alla gastronomia, con una ricognizione di ristoranti e produttori: dalle specialità sarde di Brisbane alle pizze di Etica ad Adelaide, fino ai piatti siciliani di Bar Idda, ai cannoli di Cavallaro e al gelato di Gigi a Melbourne. Ma Italo non è soltanto una raccolta di storie e luoghi.

Il libro nasce durante la pandemia, quando Bonetto, costretto a interrompere i viaggi e i soggiorni in Italia, avvertì una crescente nostalgia. Questa distanza lo portò a osservare con maggiore attenzione le tracce della cultura italiana in Australia, dalle vecchie insegne dei negozi alle architetture di ispirazione italiana. Da qui nacque il desiderio di raccontare un’italianità spesso sottovalutata e ridotta agli stereotipi legati alla pasta, alla pizza e al caffè.

Cresciuto in una famiglia di immigrati, Bonetto affronta anche il senso di esclusione vissuto durante l’infanzia e la percezione degli italiani come una presenza straniera. Con il suo libro vuole restituire voce a una comunità il cui contributo è stato fondamentale nella costruzione dell’identità australiana, mostrando come l’influenza italiana abbia raggiunto ambiti molto più ampi, dall’arte alla cucina. Il volume è anche un omaggio ai suoi genitori e alla loro esperienza migratoria.

Durante la presentazione a Melbourne, l’orgoglio e la commozione dei genitori hanno accompagnato il racconto dell’autore, che ha riconosciuto quanto le loro esperienze abbiano contribuito alla nascita del progetto. Con una scrittura coinvolgente, Italo invita così a superare i luoghi comuni e a riconoscere quanto profondamente le due culture siano intrecciate.