BUENOS AIRES – Il presidente Javier Milei ha anticipato che il governo sta preparando un pacchetto di riforme economiche e istituzionali che comprende profonde modifiche alla Carta Organica della Banca Centrale (Bcra) e una nuova regola fiscale che impedirebbe all’Esecutivo di effettuare spese una volta esaurito il bilancio approvato dal Congresso.
Durante un'intervista in streaming, il presidente ha assicurato che l’iniziativa punterà a blindare l'indipendenza della Banca Centrale e a vietare espressamente qualsiasi meccanismo di finanziamento monetario del Tesoro.
Come ha spiegato, il progetto stabilirà sanzioni penali per chi autorizzerà l’emissione di moneta destinata a coprire il deficit fiscale. “Emettere moneta per finanziare lo Stato è una truffa”, ha sostenuto il capo dello Stato, secondo il quale la legislazione vigente consente un uso improprio del’'autorità monetaria.
Milei ha inoltre criticato l’attuale impostazione della Carta Organica della Bcra, modificata per l'ultima volta nel 2012, sostenendo che attribuisce molteplici obiettivi a un’istituzione che, a suo giudizio, dovrebbe concentrarsi esclusivamente sulla tutela del valore della moneta.
In questo contesto, ha annunciato che terrà riunioni con il ministro dell’Economia, Luis Caputo, il ministro della Deregolamentazione, Federico Sturzenegger, e il presidente della Banca Centrale stessa, Santiago Bausili, per avanzare nella stesura definitiva del progetto, che sarà inoltre collegato ad altre iniziative ufficiali riguardanti il mercato dei capitali, le assicurazioni, il regime tributario e le regole fiscali.
Il presidente ha inoltre confermato che l’Esecutivo sta valutando l'introduzione di un meccanismo simile al cosiddetto government shutdown degli Stati Uniti. La proposta mira a impedire che lo Stato continui ad assumere impegni di spesa quando gli stanziamenti di bilancio siano già stati esauriti. “Quando il bilancio finisce, non si può più spendere e lo Stato si spegne”, ha affermato, confermando che il governo sta lavorando a un disegno di legge per introdurre questo meccanismo.
Negli Stati Uniti, uno shutdown si verifica quando il Congresso non approva in tempo le leggi di finanziamento o una proroga del bilancio. In questi casi, gli organismi federali che non forniscono servizi essenziali sospendono le proprie attività fino all'approvazione di una nuova legge di spesa.
Uno dei precedenti più noti si è verificato tra dicembre 2018 e gennaio 2019, durante il primo mandato presidenziale di Donald Trump, quando un disaccordo con il Congresso sul finanziamento del muro al confine con il Messico provocò una chiusura parziale dell’amministrazione federale durata 35 giorni.
In Argentina, una misura di questo tipo richiederebbe modifiche legislative, poiché l’attuale sistema prevede che, qualora il Congresso non approvi una nuova legge di Bilancio, continui ad applicarsi quella dell'esercizio precedente con i relativi adeguamenti.
Per questo motivo, l’alternativa allo studio del governo non comporterebbe una paralisi automatica della pubblica amministrazione, ma impedirebbe al potere esecutivo di assumere nuovi impegni di spesa una volta esauriti gli stanziamenti autorizzati, salvo nelle aree considerate essenziali o espressamente escluse.
Le dichiarazioni di Milei hanno suscitato critiche da parte di ex dirigenti della Banca Centrale. Miguel Pesce e Mercedes Marcó del Pont hanno sostenuto che la riforma risponde agli impegni assunti con il Fondo monetario internazionale (Fmi) e hanno contestato la portata delle modifiche promosse dal Governo.