VARSAVIA - Il primo ministro polacco Donald Tusk si è scagliato contro la recente ondata di attacchi nei confronti dei cittadini ucraini in Polonia, lanciando un appello ai principali politici di destra del Paese affinché rompano il silenzio e denuncino pubblicamente la violenza.  

Le dichiarazioni del premier giungono all’indomani di una brutale aggressione avvenuta a Breslavia (Wroclaw), nella Polonia sud-occidentale, dove tre uomini hanno assalito una coppia ucraina. Per l’episodio, la polizia ha già arrestato due sospettati (uno dei quali è già stato incriminato, mentre l’altro deve affrontare capi di imputazione analoghi) e sta attualmente ricercando il terzo uomo. 

L’aggressione di Breslavia rappresenta solo l’ultimo di una serie di episodi anti-ucraini verificatisi nelle ultime settimane, in un clima di crescenti tensioni politiche tra Varsavia e Kiev dovute a controversie storiche. 

“Invito tutti - ha detto Tusk - a schierarsi con fermezza e risolutezza dalla parte dello Stato, dalla parte della polizia, dalla parte dei più vulnerabili e dalla parte delle donne e dei bambini che oggi vengono picchiati non solo da delinquenti, ma anche, a volte, da persone ossessionate dalla politica”. 

Nel suo discorso, il primo ministro si è rivolto direttamente al presidente di destra Karol Nawrocki, chiedendogli di “smettere di tacere su questa questione”, per poi criticare Jaroslaw Kaczynski, leader del partito di opposizione socialmente conservatore Diritto e Giustizia, sollecitandolo a “smettere di chiedere la formazione di milizie, come ha fatto di recente, perché è insoddisfatto della polizia”. 

Tusk ha sostenuto che questi attacchi, uniti alla retorica anti-ucraina promossa da alcuni settori della destra per tornaconto politico, stanno compromettendo la reputazione internazionale della Polonia, finora ampiamente elogiata per aver accolto e assistito centinaia di migliaia di profughi in fuga dall’invasione russa. 

“Ancora oggi - ha aggiunto - sento persone in ogni capitale dire che la Polonia ha fatto una cosa senza precedenti. E questa diventerà una cosa del passato, se permettiamo a delinquenti, teppisti del calcio e criminali comuni di picchiare e umiliare le persone con impunità, semplicemente perché parlano con un accento leggermente diverso”, ha detto Tusk, ribadendo come sia “noto quali forze politiche si nascondono dietro questi gruppi di persone che si fingono grandi patrioti, mentre in realtà rovinano la nostra immagine e la nostra reputazione nel mondo, e soprattutto creano un senso di minaccia”. Il premier ha infine esortato la cittadinanza a denunciare tempestivamente alle forze dell’ordine ogni episodio di questo tipo. 

Il clima di tensione riflette i risultati di uno studio condotto a luglio 2026 dal Centro per la Ricerca sull’Opinione Pubblica (Cbos) su un campione rappresentativo di 938 adulti. La ricerca evidenzia come circa il 40% dei polacchi si opponga ormai all’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea, a fronte di circa la metà della popolazione che si dichiara favorevole, segnando un livello di contrarietà mai registrato prima nei sondaggi dell’istituto. 

Nel dettaglio, il 41% degli intervistati si dice favorevole a un processo di adesione lento, un dato in calo di 15 punti percentuali rispetto a un’analoga rilevazione dell’ottobre 2023. Parallelamente, “attualmente, solo il 9% degli intervistati sostiene l’adesione dell’Ucraina all’Ue il prima possibile, il risultato più basso nella storia di questi sondaggi”, come spiegato dal Cbos. Di contro, l’opposizione netta è salita al 40%, registrando una crescita di 23 punti percentuali dall’ottobre 2023. La contrarietà si mostra particolarmente elevata tra gli elettori di destra (58%) e tra i giovani adulti (53%). 

Lo studio del Cbos ha analizzato anche le aspettative dell’opinione pubblica polacca in merito all’esito della guerra. Il 55% degli intervistati ritiene che il conflitto si concluderà con concessioni territoriali da parte di Kiev alla Russia, posizione che si conferma maggioritaria da dicembre 2024, sebbene la percentuale di chi prevede cessioni territoriali sia scesa di 8 punti rispetto a dicembre 2025. Soltanto il 3% dei polacchi crede che l’Ucraina riuscirà a riprendere il controllo di tutti i territori occupati da Mosca dal 2014 a oggi. 

In merito agli aiuti internazionali (militari, umanitari e finanziari) quasi il 40% del campione valuta il sostegno occidentale come sufficiente, mentre il 27% ritiene che Kiev stia ricevendo troppo supporto. Infine, il 22% degli intervistati è dell’idea che l’assistenza al Paese invaso debba essere ulteriormente incrementata.