MELBOURNE – “È tempo di cambiare”. A poco più di un mese dalle elezioni statali del 28 novembre, Jess Wilson affila le armi contro i laburisti e presenta i liberali come l’alternativa a dodici anni di governo segnati, secondo l’opposizione, da debito record, pressione fiscale e deterioramento dei servizi pubblici. La leader liberale, 36 anni, punta su una promessa: riportare fiducia nell’economia del Victoria e restituire ai cittadini un futuro più sicuro.

Il messaggio lanciato nelle interviste concesse a Il Globo TV e nel programma Drive condotto da Tony Tardio sulle frequenze di Rete Italia, è netto, ma la sfida politica resta impegnativa. Wilson deve convincere un elettorato che non sembra ancora pienamente persuaso della capacità dell’opposizione di governare. 

La sua risposta è presentarsi come il volto di un ricambio generazionale, con “idee nuove” ed energia, in contrapposizione alla lunga stagione politica inaugurata da Daniel Andrews e proseguita da Jacinta Allan.

La prima mossa, in caso di vittoria, sarebbe dichiarare lo Stato “di nuovo aperto agli affari”, per attirare investimenti e rilanciare la crescita. Il punto di partenza è la situazione dei conti pubblici: il debito netto potrebbe avvicinarsi ai 200 miliardi di dollari entro la fine del decennio, mentre gli interessi, che secondo la deputata di Kew superano il milione di dollari all’ora, assorbono risorse che, sostiene Wilson, potrebbero essere destinate a Polizia, ospedali e altri servizi essenziali.

I liberali promettono un avanzo di cassa entro il 2032 e risparmi per 22 miliardi di dollari in dieci anni, frenando la crescita della burocrazia attraverso un blocco delle assunzioni nei comparti amministrativi. Wilson esclude tagli ai servizi di prima linea, ma resta da dimostrare come il piano potrà tradursi in risparmi senza compromettere il funzionamento della macchina pubblica. Wilson ha comunque segnalato che la misura garantirà la tutela di Polizia, Vigili del fuoco, ambulanze, insegnanti e personale sanitario.

Sul fronte fiscale, l’opposizione propone di ridurre la land tax, la tassa fondiaria, tagliare la payroll tax a carico delle imprese ed eliminare la nuova imposta sui servizi di emergenza. Wilson ha inoltre annunciato l’intenzione di aumentare a un milione di dollari la soglia del valore degli immobili esenti dalla stamp duty, l’imposta di trasferimento, per agevolare chi acquista una casa. L’obiettivo è alleggerire il peso su famiglie e imprese e rendere lo Stato più competitivo. Wilson riconosce però che il dissesto dei conti limita la possibilità di intervenire subito su tutte le imposte.

La sicurezza è l’altro pilastro della campagna. La leader liberale promette leggi più severe sulla cauzione per i responsabili di 25 tipologie di reati gravi e violenti, che prevedano la custodia cautelare per chi commette un nuovo reato mentre si trova su cauzione, e l’applicazione del principio “reati da adulti, pene da adulti” in determinate categorie di casi che coinvolgono giovani. Una linea dura che punta a intercettare la crescente preoccupazione pubblica per la criminalità, ma che dovrà fare i conti con le modalità concrete di attuazione.

Wilson attacca inoltre la gestione dei grandi cantieri pubblici annunciando che, in caso di vittoria, intende ampliare il mandato della commissione d’inchiesta sulle presunte infiltrazioni criminali nei cantieri governativi e istituire un organismo di controllo dedicato al settore delle costruzioni. Ha accusato il governo laburista di non aver contrastato adeguatamente le irregolarità, sostenendo che 15 miliardi di dollari sarebbero stati sottratti ai progetti infrastrutturali da ambienti criminali. Si tratta di accuse che la commissione dovrà contribuire a verificare.

Anche le infrastrutture entrano nel confronto elettorale: cinque miliardi di dollari per riparare e ricostruire le strade, priorità al collegamento ferroviario con l’aeroporto di Melbourne e revisione del Suburban Rail Loop, progetto che i liberali intendono sospendere per riesaminarne costi e finanziamenti.

Sul piano politico, Wilson ha escluso qualsiasi accordo con One Nation per formare un governo di minoranza, ribadendo che l’obiettivo è ottenere una maggioranza con liberali e nazionali. Ha infine riconosciuto il contributo delle comunità multiculturali, compresa quella italiana, alla crescita dello Stato, promettendo di governare per tutti i cittadini.

A 36 anni, madre di un bambino di due anni, Wilson lega la propria ambizione anche a una motivazione personale: offrire a suo figlio un futuro in un Victoria sicuro, con opportunità di lavoro e possibilità di costruirsi una vita. Ora dovrà convincere gli elettori che la sua squadra sia pronta a governare e che le promesse di rilancio economico possano tradursi in risultati concreti.