SYDNEY - Un ex ministro del governo di Coalizione del NSW, dichiarato colpevole di “grave condotta corrotta” dall’Independent Commission Against Corruption (Icac), è stato accolto con applausi a un evento elettorale del Partito liberale, riaccendendo le polemiche sul rapporto tra l’opposizione e l’organismo anticorruzione.
John Sidoti, già deputato per Drummoyne ed ex ministro dello Sport e del Multiculturalismo, ha partecipato la scorsa settimana al lancio della campagna per la rielezione della sua ex collaboratrice Stephanie Di Pasqua. L’evento, che ha visto la presenza della leader dell’opposizione del NSW, Kellie Sloane, è stato organizzato come raccolta fondi in vista delle elezioni del 2027.
Durante i discorsi di apertura, Sidoti è stato pubblicamente ringraziato e definito uno degli “illustri luminari del Partito liberale”, suscitando applausi tra i presenti. Un riconoscimento che ha attirato critiche, considerando che nel 2022 l’Icac aveva stabilito che l’ex ministro aveva agito in modo corrotto per favorire interessi immobiliari della propria famiglia.
La partecipazione di Sidoti avviene in un momento delicato per i liberali del NSW, già sotto pressione per una percepita ambiguità nei confronti dell’Icac. Negli ultimi anni, infatti, l’organo anticorruzione ha indagato su diverse figure di primo piano del partito, contribuendo anche alle dimissioni dell’ex premier Gladys Berejiklian nel 2021.
Nonostante le conclusioni dell’Icac, Sidoti continua a proclamarsi innocente e ha criticato duramente il sistema, definendolo “rotto” e lamentando la mancanza di presunzione di innocenza. Il caso non ha ancora portato a un’azione penale: la procura deve infatti decidere se procedere con eventuali accuse.