CARNAGO - Dopo Giroud, anche per Kjaer è iniziata l'ultima settimana in rossonero (ufficiosamente, si sa, anche per Pioli).

Il difensore danese, infatti, si è concesso ai microfoni di Milan TV per annunciare il suo addio: “È da un paio di mesi che avevo la sensazione che era giusto finire ora, e poi ci sarà una nuova avventura - ha spiegato Kjaer -. Diciamo che il mio futuro l’ho diviso in tre parti: c’è una settimana per essere disponibile per la mia ultima partita a San Siro e mettere ancora la maglia del Milan, poi c’è un'avventura con la Danimarca, che è sempre molto speciale. Sono venuto in Italia quando avevo 19 anni al Palermo. Lì ho subito detto al mio procuratore: 'Voglio andare al Milan'. C’è voluto un po’ di tempo, però alla fine sono venuto qua e questa è la mia società, il mio luogo e sarà sempre così”.

“Quando sono arrivato qua il Milan era in un periodo molto difficile che durava da tanti anni, Paolo Maldini e Ricky Massara mi hanno portato qua per dare un impatto soprattutto ai giovani, dare continuità e far crescere il gruppo. Penso che il mio lavoro l’ho fatto. Non ho mai avuto bisogno di urlare o dare quel tipo di stimolo. Ho potuto lavorare sui singoli, far vedere ogni giorno che si doveva arrivare presto per lavorare e che si andava a casa tardi”.

“Prima che arrivassi qui c’erano 2-3 giocatori agli allenamenti in palestra. Ora ci sono tutti - rivendica con orgoglio Kjaer - Per migliorare e per far crescere la squadra bisogna saper soffrire e avere la giusta mentalità per lavorare e guardare in avanti. Puoi fare tante cose con un gruppo, anche con meno qualità. Nel mondo del calcio c’è solo una cosa che comanda, ed è la mentalità. Tutti sanno giocare a calcio, ma per il budget speso dal Milan in questi quattro anni ci sono pochi in Europa che sono riusciti a fare quello che abbiamo fatto noi”.

E con lo stesso budget non illimitato il Milan dovrà allestire la squadra per il prossimo anno. Non sarà facile, tra questioni interne da chiarire al più presto (i rinnovi di Maignan ed Hernandez), il nuovo allenatore da scegliere e una campagna acquisti che dovrà portare almeno tre titolari (un difensore centrale, un centrocampista e un centravanti).