ADELAIDE – Il governo Malinauskas si sta muovendo in prima linea nella ricerca dell’idrogeno naturale, una risorsa sotterranea che potrebbe offrire una via meno costosa alla produzione di energia a zero emissioni e ridurre l’uso dell’idrogeno “grigio”, ottenuto da combustibili fossili.
Diverse società hanno ottenuto licenze di esplorazione per cercare il cosiddetto “idrogeno d’oro” negli strati rocciosi in profondità. Secondo Rachelle Kernen, ricercatrice della University of Adelaide, questa forma di idrogeno potrebbe contribuire a tagliare le emissioni di gas serra. “È considerato una versione pulita di un combustibile, rispetto al petrolio o al gas naturale”, ha detto.
Il ministro statale dell’Energia e delle Risorse minerarie, Tom Koutsantonis, vede nella nuova risorsa un possibile punto di svolta globale. “L’idrogeno è una di quelle materie prime il cui momento arriverà, e quando arriverà rivoluzionerà l’industria australiana e quella mondiale - ha dichiarato -. È l’equivalente di inciampare nell’oro. Se riuscissimo a raccoglierlo naturalmente, sarebbe davvero una svolta”.
Quest’anno il governo statale ha assegnato licenze di esplorazione nell’Otway Basin. Uno dei progetti riguarda una joint venture tra Thor Energy e H2EX, su oltre 4mila chilometri quadrati nel South Australia sudorientale.
Andrew Hume, amministratore delegato di Thor Energy, ha ricordato che circa il 99 per cento dell’idrogeno usato nel mondo in diversi processi industriali è ancora grigio. L’interesse, ha spiegato, sta crescendo perché la Terra produce naturalmente idrogeno attraverso diversi processi geologici, anche se finora non sono state trovate quantità estraibili con la stessa facilità del gas naturale.
Un punto d’interesse si trova a est di Robe, in un pozzo petrolifero perforato nel 1915, dove alcuni campioni mostrarono una concentrazione di idrogeno attorno al 25 per cento. Nella Yorke Peninsula, invece, Gold Hydrogen ha individuato idrogeno con una purezza del 97 per cento. Il direttore Neil McDonald ha detto che nelle prossime settimane saranno condotti test di flusso per valutare la fattibilità del progetto, con una possibile produzione dimostrativa entro 18-24 mesi.
Gli usi più immediati riguardano energia, trasporti pesanti, fertilizzanti e industria. Koutsantonis ha indicato anche la possibilità di miscelare idrogeno nelle reti del gas fino al 20-30 per cento, riducendo l’uso di gas naturale senza effetti corrosivi. Restano però domande determinanti ancora senza risposta: estrazione, stoccaggio, trasporto e costi. Per ora, ha ammesso Hume, l’industria è ancora nuova e deve dimostrare di poter funzionare su base economica.