SYDNEY - I prezzi delle abitazioni stanno arretrando nelle due maggiori città australiane, mentre per chi vive in affitto la tendenza non si trasforma in benefici.
I dati diffusi oggi da Cotality indicano che a maggio i valori immobiliari sono scesi dello 0,9 per cento a Sydney, dello 0,8 per cento a Melbourne e dello 0,2 per cento nell’Australian Capital Territory.
Nelle altre capitali statali e territoriali i prezzi sono aumentati, ma con un ritmo più debole rispetto ai mesi precedenti. Secondo Tim Lawless, direttore della ricerca di Cotality, una parte del rallentamento rientra nel normale ciclo del mercato immobiliare, ma altri fattori stanno incidendo.
“Alla fine dello scorso anno pesavano soprattutto i problemi di accessibilità e capacità di pagamento dei mutui, perché i prezzi delle case crescevano più dei redditi”. Poi sono arrivati il rialzo dell’inflazione, una posizione più severa della Reserve Bank, l’aumento dei tassi d’interesse, lo shock globale del petrolio e il nuovo bilancio federale.
Perth e Darwin hanno registrato gli incrementi mensili più forti, entrambi all’1,5 per cento. Seguono Brisbane e Hobart, con un rialzo dello 0,9 per cento, e Adelaide, salita dello 0,5 per cento. A Sydney il prezzo mediano di un’abitazione è ora pari a 1.282.020 dollari, mentre a Melbourne si attesta a 812.621 dollari.
La crescita resta più marcata fuori dalle capitali. Il Western Australia regionale guida la classifica, con un aumento dell’1,9 per cento a maggio e del 22,7 per cento su base annua.
Per chi affitta, però, il quadro resta avverso. A livello nazionale, i canoni sono saliti dello 0,6 per cento a maggio, lo stesso dato di aprile, anche se leggermente inferiore rispetto ai primi tre mesi del 2026.
Il tasso nazionale di disponibilità degli affitti resta molto basso, all’1,5 per cento. Secondo Cotality, questo dato indica una domanda ancora elevata e potrebbe continuare a spingere i prezzi nei prossimi mesi.
Lawless ha affermato che la decisione del governo di limitare alcuni incentivi agli investitori alle sole nuove abitazioni potrebbe ridurre la loro attività nel mercato, anche se è troppo presto per vedere effetti chiari nei dati nazionali. Le aste, intanto, hanno toccato un nuovo minimo ciclico dopo l’annuncio delle modifiche fiscali.